Assemblea di Confindustria: Squinzi parla di “manina antimpresa” ma promuove il governo. Renzi grande assente

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Oggi non ho richieste né intendo lamentarmi con il governo di alcunché, gli chiedo semplicemente di non smarrire la determinazione perchè questa è la condizione necessaria, indispensabile, per cambiare il Paese”. Così stamattina il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, aprendo l’assemblea che si è tenuta all’auditorium dell’Expo di Milano. “Qualcosa e non poco si muove e sta cambiando”, ha detto Squinzi, “ci sono segni di risveglio, accenni di crescita”, ma, ha sottolineato, “il crinale tra crescita e stagnazione è assai sottile, perciò i germogli del cambiamento che si vedono vanno protetti e difesi”. Quanto alle riforme attuate dal governo Renzi, il numero uno di Confindustria ha ricordato, tra le altre, il calo dell’Irap, il jobs act e la delega fiscale “che scrive le regole di un fisco diverso, anche se la pressione fiscale resta a livelli intollerabili per cittadini e imprese, il vero ostacolo a nuovi investimenti e alla crescita duratura”. All’esecutivo Squinzi ha comunque indirizzato anche una critica: ”Con questo governo che pure pare più attento, la manina antimpresa ogni tanto si esercita”, facendo riferimento all’Imu sui grandi macchinari, alla Tasi sull’invenduto e ai reati ambientali,tanto assurdi che faccio fatica a raccontarli all’estero”. Sulle riforme portate a compimento e sulle critiche di Squinzi è tornato anche il ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi. Oltre ad annunciare di aver firmato il decreto attuativo per il credito d’imposta per ricerca e sviluppo, si è rivolta così alla platea: “Voi imprenditori siete stati abituati a essere delusi dai governi. Io stessa ho ascoltato molti ministri promettere l’impossibile, e tornare l’anno dopo a mani vuote. Con un po’ di presunzione mi sento di dirvi: questa volta il governo vi ha dato da subito le risposte che aspettavate“. Anche il messaggio inviato agli industriali dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha toccato i temi della crescita e delle riforme. Per il capo dello Stato “tornare alla crescita richiede uno sforzo in termini di innovazione e investimenti, terreno dove l’Italia si colloca ancora al di sotto ad altri paesi industrializzati, per adeguarsi alle nuove tecnologie, valorizzare le capacità delle persone, sostenere la competizione”. Grande assente di oggi all’Expo, il premier Matteo Renzi, impegnato in una visita allo stabilimento Fiat di Melfi.

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