Italicum, governo e minoranza Pd alla resa dei conti. Testo in Aula, Renzi scrive al partito

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“Non approvare la legge elettorale adesso significherebbe bloccare il cammino di riforme di questa legislatura”. Matteo Renzi ha dato il buongiorno così ai militanti del partito e ai segretari dei circoli dem in vista della discussione in Aula alla Camera dell’Italicum e alla luce dei malumori interni al Pd sul provvedimento. “Questa legge l’ha voluta il PD. L’abbiamo definita una urgenza e ora dovremmo fermarci?” domanda il premier. E ancora: “Davvero vi sembra logico che dopo tutta questa trafila ci dobbiamo fermare perché una parte della minoranza non vuole?”. Poi l’affondo: “Se questa legge elettorale non passa è l’idea stessa di Partito Democratico come motore del cambiamento dell’Italia che viene meno“. Per il presidente del Consiglio e segretario del Pd in ballo, oltre alla riforma, c’è “la dignità del partito”. Possono “mandare a casa il governo se proprio vogliono – conclude Renzi -, ma non possono fermare l’urgenza del cambiamento che il PD di oggi rappresenta”. Nonostante le discussioni degli ultimi giorni tra opposizioni, minoranza Pd e governo, oggi l’Aula di Montecitorio era semi vuota all’avvio della discussione generale sul provvedimento. Otto le pregiudiziali di costituzionalità e merito presentate da FI, Sel, Lega Nord e M5S: i forzisti chiedono il voto segreto e, a quanto si apprende, molti gruppi parlamentari (Pd in testa) stanno mobilitando i propri deputati via sms raccomandando la massima presenza in Aula domani, quando inizieranno le votazioni. “Sulle pregiudiziali mi pare che non ci sia la volontà di ricorrere alla fiducia” afferma il vicesegretario del Pd, Lorenzo Guerini. Il ministro per le Riforme e i rapporti col Parlamento, Maria Elena Boschi, difendendo davanti all’Assemblea il testo della riforma ha rilanciato l’ipotesi di un ulteriore approfondimento della riforma costituzionale. Ma alla lettera di Renzi e alle parole del ministro ha risposto Sinistradem, l’area della minoranza Pd che fa riferimento a Gianni Cuperlo con una lettera: “Nessuno può dire che chi esprime un’opinione diversa colpisce la dignità di una comunità come il Pd”, “una mediazione è ancora possibile, ma servono volontà, coraggio e parole scolpite“.

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