Rifiuti, CONOE: in attesa del contributo ambientale. Obiettivo 95 tonnellate di raccolta e accordo su oli domestici

in Parlamento, Politica


conoeL’obiettivo del Conoe (Consorzio nazionale di raccolta e trattamento oli e dei grassi vegetali e animali esausti) è raggiungere “90-95mila tonnellate” di raccolta nella filiera professionale. Così Tommaso Campanile, presidente del Consorzio oggi davanti la commissione d’inchiesta sui rifiuti e gli illeciti ambientali sui consorzi di filiera. Il presidente del consorzio, ricapitolando il costo per il trasporto (5,5 euro/tonnellata) e la trasformazione (6,5 euro/tonnellata) dei rifiuti ha sottolineato come con “le scarse risorse a disposizione” il consorzio sia organizzato per mandare “la raccolta alle attività lecite“, ovvero destinarla ai punti di smaltimento previsti dalla normativa in vigore. Il Conoe avrebbe dovuto essere sostenuto da un contributo ambientale, che però non è mai arrivato fino all’agosto del 2016; grazie agli sforzi delle aziende che partecipano al consorzio “abbiamo potuto provvedere a svolgere il nostro compito” e passare da circa 40mila tonnellate di oli esausti all’anno per arrivare alle 65mila tonnellate nel 2016.

Da qui il chiarimento: il contributo, previsto dal cosiddetto collegato agricolo (legge 154 del 2016) doveva essere versato al Conoe nel gennaio 2017, prorogato poi al primo luglio 2017 dal decreto milleproroghe (legge di conversione n. 19/2017). Campanile ha aggiunto che il ministero dell’Ambiente ha provveduto a comunicare a soggetti alternativi che “non è possibile prevedere un Conoe bis o tris“, ma semmai “va costituito un sistema”.

In ogni caso “il contributo ancora non arriva“, ha detto il presidente, mentre sono stati consegnati al ministero dell’Ambiente, dello Sviluppo economico e dell’Agricoltura due budget preventivi con il contributo a gennaio e a luglio. Il bilancio del Conoe passerebbe in questo modo “da 400mila euro a 1,6 milioni l’anno“, nel caso in cui le cifre fossero diverse “manderemo le carte per il commissariamento del consorzio“. In assenza del contributo ambientale e delle aziende, “abbiamo ridotto le attività sacrificando il monitoraggio e il controllo della filiera”, ma “non siamo andati in rosso” ha aggiunto il presidente.

Come previsto dalla legge, “il contributo grava su oli non extravergine destinati ad attività professionali (oltre 5 litri di contenuto o cisterne)” ha detto Campanile; sui grassi animali raccolti “identica valutazione” tenuto conto che sono “difficilmente intercettabili”, “valutiamo la necessità di prevedere un esonero del contributo”, ha aggiunto.

Il rappresentante del Conoe ha poi parlato di un recente accordo Anci-ENI per garantire il recupero non solo delle 70mila tonnellate generate dagli operatori professionali del settore ma anche degli oli domestici: “Questo potrebbe farci passare a 250mila tonnellate, con vantaggi per il Paese sia in termini economici che ambientali”. Con l’Associazione nazionale dei Comuni italiani “ancora dobbiamo sottoscrivere un analogo accordo” per lo sviluppo della raccolta degli oli domestici, “una attività complicatissima che coinvolge 8mila Comuni“, ha concluso Campanile.

 

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