Unioni civili, intesa su maxiemendamento e i 3 no di Ncd. Renzi: un fatto storico
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Raggiunta l’intesa nella maggioranza sul maxiemendamento al ddl sulle unioni civili, sancita poco fa da un tweet di Matteo Renzi: “L’accordo è un fatto storico per l’Italia. E’ davvero #lavoltabuona”. Dopo la questione di fiducia n. 51 chiesta dal governo sul decreto milleproroghe, e concessa con 155 sì e 122 no, l’Aula del Senato ha riaperto la discussione sul disegno di legge firmato da Monica Cirinnà (Pd), che proseguirà fino alle 22 in attesa della super modifica. Tre no (di Ncd) per dire sì a questo testo: no alla stepchild adoption, no all’equiparazione tra unioni civili e matrimoni, no all’obbligo di fedeltà per i conviventi dello stesso sesso (tra i doveri di una coppia). “Così si può chiudere domani, approvando la legge con la fiducia”, ha detto il ministro dell’Interno e leader del Nuovo centrodestra Angelino Alfano nel corso di una lunga intervista sul partito, l’Europa e le prossime elezioni a Roma (“sosterremo Marchini“). A fare eco ad Alfano, le dichiarazioni del ministro Ncd della Salute, Beatrice Lorenzin secondo la quale lo stralcio della adozione per le coppie dello stesso sesso non sarebbe “sufficiente”. Dura la replica della sinistra Dem: “Già togliere la stepchild adoption dal testo delle unioni civili è un errore. Altri cedimenti a Ncd sarebbero inaccettabili”, afferma Roberto Speranza, deputato che guida la minoranza Pd.
Intanto oggi la Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibile il ricorso di due donne sposate negli Usa che vivono a Bologna e chiedono il riconoscimento in Italia dell’adozione delle reciproche figlie (già avvenuto in Oregon). Il Tribunale emiliano aveva deciso di rinviare gli atti ai giudici costituzionali, dubitando della legittimità di due articoli della legge sulle adozioni che vieterebbero questa possibilità alle coppie gay. I giudici di Bologna hanno trattato la decisione straniera come un’ipotesi di adozione da parte di cittadini italiani di un minore straniero (cosiddetta adozione internazionale), mentre si trattava del riconoscimento di una sentenza straniera, pronunciata tra stranieri. Sarebbe questo il motivo essenziale per cui la corte Costituzionale ha dichiarato inammissibile il ricorso sulla stepchild.
