TTIP, in commissione Politiche Ue del Senato interviene prof. Sacerdoti (Bocconi): “Evitare protezionismo, incentivare dialogo. Su riservatezza Ue all’avanguardia”
in Parlamento
Avere meccanismi che in futuro consentano il dialogo e il reciproco confronto ed evitare pressioni protezionistiche. Questi gli indirizzi del professor Giorgio Sacerdoti, docente di Commercio Internazionale alla Bocconi di Milano, ascoltato oggi dalla commissione Politiche Ue di palazzo Madama, in merito alla strategia commerciale dell’Unione europea con particolare riferimento al TTIP, il trattato transatlantico sul commercio e gli investimenti in corso di negoziato tra Unione europea e Usa.
Sacerdoti ha sottolineato che l’Unione europea è “all’avanguardia” relativamente alla trasparenza, richiesta da varie forze politiche all’interno del Parlamento Ue. “Si conosce più dal lato europeo che statunitense”, ha sottolineato il professore, specificando tuttavia che la riservatezza è necessaria per evitare di diffondere “quello che vuoi ottenere”. “Nel mondo economico di oggi c’è la catena di produzione – ha chiarito il docente -. Gli accordi agevolano il passaggio delle merci. Se sono restrittivi alle imprese non interessano“.
Il TTIP si compone di 1500 pagine, di cui un centinaio sulle tariffe, ed è suddiviso in tre parti: l’accesso al mercato, la cooperazione in campo regolamentare e le norme. Secondo Sacerdoti, i principali ostacoli al commercio internazionale attualmente sono “i requisiti dei prodotti”, che sono più forti nei paesi avanzati rispetto a quelli in via di sviluppo e si tramutano facilmente in impedimenti. All’interno dell’Unione europea, ha ricordato il docente della Bocconi, esiste “il mutuo riconoscimento delle certificazioni” al momento, e l’etichettatura garantisce la sicurezza alimentare, di animali e piante.
Sacerdoti ha anche aggiunto che in Europa ci sono pressioni per replicare, nel vecchio Continente, il modello del “Buy American Act”, il provvedimento che favorisce l’acquisto di merci americane negli appalti pubblici. L’esperto di commercio internazionale ha infine segnalato che l’arbitrato previsto tra lo Stato e gli investitori è molto criticato “perché non è una procedura trasparente”.
Il gruppo di lavoro proseguirà martedì 26 aprile il ciclo di audizioni ascoltando Amedeo Teti, capo della direzione generale politica commerciale internazionale del ministero dello Sviluppo economico.
