Strage di migranti, Renzi parla di “nuovi schiavisti”. Mattarella: Ue rafforzi il proprio ruolo

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Una grave crisi umanitaria. Così il premier Matteo Renzi ha definito questa mattina, in conferenza stampa a palazzo Chigi con il suo omologo maltese, Joseph Muscat, la strage di migranti – i morti potrebbero essere più di 900 – avvenuta ieri al largo della Libia. “Siamo in presenza di nuovi schiavisti“, ha detto Renzi ribadendo quanto aveva affermato poco prima in un’intervista all’emittente radiofonica RTL. Occorre dunque “una risposta solida di tutta la comunità internazionale per prendere questi criminali che stanno facendo tanti soldi e stanno rovinando tante vite”. Per ora, ha chiarito il premier, non c’è “nessuna ipotesi di un intervento militare in Libia”, perché non ci sono le condizioni per far fare la pace con un intervento armato. Obiettivo del nostro Paese, ha affermato, sono “interventi mirati per distruggere un racket criminale che è fuori dal controllo in questo momento”. Renzi ha anche confermato il suo no a un blocco navale, “che sarebbe un regalo agli scafisti”. “Ora è il momento che l’Europa faccia squadra. Gli scafisti non sono dilettanti, ma criminali organizzati“, gli ha fatto eco Muscat. Riferendo in merito al consiglio Affari Esteri dell’Ue, il ministro Paolo Gentiloni ha annunciato che l’Italia ha chiesto all’Europa e alla comunità internazionale “un chiaro sostegno politico per il contrasto ai trafficanti di esseri umani”, ed è “indispensabile potenziare l’operazione Triton-Frontex“. “La risposta su questo punto”, ha sottolineato il nostro ministro degli Esteri, “è stata incoraggiante ma sarà soprattutto il Consiglio Europeo” che si terrà in forma straordinaria giovedì prossimo, “a dare una parola politicamente più determinante”. Sulla tragedia che si è consumata davanti alle coste libiche è intervenuto anche il capo dello Stato, Sergio Mattarella, sottolineando la necessità che l’Ue rafforzi “significativamente” il proprio ruolo “nella gestione del problema migratorio nel Mediterraneo affinché i drammi come quello avvenuto il 19 aprile nel Canale di Sicilia non abbiano più a ripetersi”. Sul fronte europeo, oggi è intervenuto anche il portavoce del governo francese Stephane Le Foll: “Su questa tragedia non siamo stati all’altezza della situazione“. Mentre il portavoce del governo tedesco, Steffen Seibert, ha fatto sapere che “L’Italia non è sola“. “È chiaro per tutti nel governo tedesco che bisogna fare qualcosa per prevenire altri incidenti – ha detto -. Dobbiamo ora agire molto rapidamente per accordarci sulle misure adatte“. Intanto, il portavoce della più potente municipalità libica, quella di Misurata, ha sostenuto che per lottare “seriamente” contro l’immigrazione clandestina c’è bisogno che l’Italia tratti “in maniera diretta” con il governo di Tripoli. Quanto alla cronaca, il bilancio del naufragio è al momento di 28 sopravvissuti e 24 morti recuperati. Il numero esatto delle vittime al momento è difficilmente stimabile, ha detto il procuratore di Catania Giovanni Salvi in conferenza stampa. Infine al largo dell’isola di Rodi questa mattina è naufragato un barcone di migranti, al momento si registrano tre morti, fra cui un bambino.

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