Def, Delrio in commissione Ambiente Camera: su infrastrutture privati si assumano rischi, non siamo Bancomat
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Entro settembre prossimo il Mit metterà a punto un Piano triennale degli investimenti nelle infrastrutture che conterrà 25 opere, i piani e i programmi attuativi e gli strumenti finanziari per realizzarle. Lo ha detto oggi pomeriggio alla commissione Ambiente di Montecitorio il titolare del dicastero Graziano Delrio, ascoltato in merito all’allegato del Documento di economia e finanze sul programma nazionale delle infrastrutture, le cui risorse saranno allocate nella prossima legge di stabilità. Elemento chiave sarà la trasparenza dei progetti e i piani economici e finanziari che dovranno essere, secondo Delrio, “ben costruiti”. “I privati si dovranno assumere il rischio di impresa, noi non siamo un bancomat“, ha ammonito il ministro. Nel piano triennale è previsto il potenziamento della mobilità ferroviaria, delle reti metropolitane e della portualità. “Il piano di contrasto al dissesto idrogeologico è quasi pronto”, ha annunciato l’ex sottosegretario. Quanto alle altre opere, Delrio ha anticipato che ce ne saranno centinaia più piccole oltre alle 25 principali di cui avere “capacità di gestione” e a cui “offrire la possibilità di ottenere capitale privato“. Sui Fondi di sviluppo e coesione il ministro ha detto che il premier Matteo Renzi ha deciso che sarà il Mit ad averne la responsabile. La delega resta dunque a Delrio, era sua anche quando era sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Alcuni strumenti saranno introdotti o migliorati per agevolare la vita dei cittadini, come l’implementazione di misure che alleggeriscono il fisco per il settore edilizio, un aiuto sul “tema delicato” del trasporto pubblico locale, la semplificazione della modulistica e del registro unico comunale. Un passaggio il ministro lo ha dedicato al ddl di riforma del codice degli appalti al momento all’esame del Senato: secondo Delrio ha una “grande potenzialità”, la discussione è positiva, sono condivisibili le logiche dell’abbandono della straordinarietà, ha sottolineato. “Semplificazione non vuol dire non fare controlli – ha detto il ministro – come farli? A campione e mantenendo la terzietà”.
