Strage di migranti, domani Renzi riferisce in Parlamento sulle contromisure Ue

in Varie


migrantiL’emergenza legata ai migranti nel Mediterraneo, le continue morti (1750 i decessi dall’inizio dell’anno sui circa 36mila richiedenti asilo approdati nel sud dell’Europa) e la possibilità di porre un freno a questo disastro umanitario saranno al centro del Consiglio europeo straordinario convocato per giovedì 23 aprile a Bruxelles. Domani il premier Matteo Renzi si recherà prima alla Camera e poi al Senato per riferire su quelli che saranno i temi dell’incontro. Temi che il presidente del Consiglio ha già anticipato oggi su Facebook, con un post nel quale ha sottolineato: “Le donne e gli uomini che stanno salvando vite umane nel Mediterraneo ci rendono orgogliosi dell’Italia e di quello che stiamo facendo“. Enunciando i principali provvedimenti in programma in ambito Ue, Renzi ha poi elencato: “Interventi nei Paesi d’origine, distruzione dei barconi, raddoppio di Triton, ricollocazione d’emergenza condivisa tra tutti i Paesi, collaborazione con le Nazioni Unite, sforzo comune alle frontiere meridionali della Libia“. L’intervento del premier ha fatto seguito a quello della portavoce in materia di immigrazione della Commissione europea Natasha Bertaud che in mattinata aveva parlato apertamente di una possibile “operazione militare”. L’impegno – ha spiegato la Bertaud – si risolverebbe attraverso “una missione militare e civiledell’Unione europea simile a quella in corso contro i pirati somali. Sulla tragedia del Mediterraneo era intervenuto questa mattina anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella che, al Quirinale durante il suo intervento alla cerimonia per la Giornata mondiale del libro, ha dichiarato:E’ dovere nostro, dell’Europa, dell’intera comunità internazionale fare di più per impedire queste stragi“. Novità intanto emergono sulle dinamiche dell’incidente che sabato scorso potrebbe essere costato la vita a oltre 850 persone. Secondo le prime indiscrezioni emerse dall’inchiesta della procura di Catania, guidata da Giovanni Salvi, lo scafista tunisino Mohammed Alì Malek, arrestato ieri notte insieme al complice siriano Mahmud Bikhit, non voleva farsi scoprire e cercando di nascondersi si è distratto e si è avvicinato troppo al mercantile scontrandosi e causando il naufragio.

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