Il Vaticano pronto a riconoscere lo Stato di Palestina, Israele non apprezza

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Oggi al Vaticano le delegazioni della Santa Sede e dello Stato della Palestina hanno concluso il lavoro preliminare su un concordato che apre una nuova pagina nei rapporti ufficiali e traccia un solco per il riconoscimento internazionale dei due Paesi. La svolta arriva alla vigilia della visita del presidente palestinese Abu Mazen che sabato prossimo sarà ricevuto in udienza da Papa Francesco e domenica assisterà in Vaticano alla canonizzazione di due suore nate nella Palestina ottomana dell’Ottocento. L’intesa tra Santa Sede e Palestina non è piaciuta a Israele che – attraverso il  portavoce del ministero degli Esteri – si è detto “deluso” precisando che la scelta non “contribuisce a riportare i palestinesi al tavolo delle trattative per la pace”. Il significato dell’accordo è stato illustrato da monsignor Antoine Camilleri, sottosegretario per i Rapporti con gli Stati e Capo delegazione della Santa Sede che ha partecipato alla riunione, in un’intervista a l’Osservatore Romano. “L’intesa – ha spiegato – è frutto dell’accordo base tra la Santa Sede e l’Organizzazione per la liberazione della Palestina (Olp) firmato il 15 febbraio 2000. I rapporti ufficiali tra la Santa Sede e l’Olp furono stabiliti il 26 ottobre 1994 e in seguito fu costituita una commissione bilaterale permanente di lavoro che portò avanti i negoziati per l’accordo del 2000. Quest’ultimo elenca tra l’altro diverse questioni sulla vita della Chiesa e altre materie di comune interesse.

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