Grecia, domenica al voto. Tsipras e Varoufakis: Accordo anche se vincerà il no. Juncker: Posizione comunque indebolita

in Varie


tsiprasDomenica 5 luglio i cittadini greci saranno chiamati a votare il referendum e scegliere se rimanere o meno alle condizioni poste da Bruxelles sul proprio debito pubblico. “Se i greci voteranno no al referendum di domenica, la posizione della Grecia sarà drammaticamente indebolita“, nei prossimi negoziati, ha detto il presidente della commissione Ue Jean-Claude Juncker, secondo il quale anche la vittoria del sì (ovvero l’accettazione dei termini del negoziato con l’Ue) non garantirebbe un esito positivo delle trattative. Al momento secondo i sondaggi sarebbe, a sorpresa, in leggero vantaggio il fronte del sì, mentre il premier Alexis Tsipras ha intanto rivolto oggi un appello ai cittadini: “Votare no al referendum non significa creare una frattura con l’Europa. Significa continuare i negoziati con termini migliori per i greci“. Secondo il leader ellenico l’unico modo per rendere sostenibile il debito è “un taglio del 30% e un periodo di grazia di vent’anni“. Simile la posizione del ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis: “Un accordo è in vista anche con la vittoria del no”, avrebbe detto a Bloomberg a cui ha assicurato che la Grecia resterà nell’euro. Intanto le banche greche hanno assicurato liquidità per un miliardo fino a lunedì, mentre i contribuenti potranno ritirare contanti fino a 50 euro al giorno.

 

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