Intercettazioni, emendamento Pd corregge norma incriminata. Ministro Orlando: non si voleva colpire la stampa.
in Istituzioni, Parlamento
Non andranno in carcere quei giornalisti che, esercitando il proprio diritto di cronaca, decidessero di diffondere conversazioni registrate di nascosto. Lo specifica un emendamento che il responsabile Giustizia del Pd David Ermini e il deputato dem Walter Verini hanno presentato oggi in Aula al ddl sul processo penale. La disposizione corregge quanto previsto dalla proposta di modifica firmata da Alessandro Pagano di Area popolare, approvata dalla commissione Giustizia di Montecitorio (referente sul testo) e intorno alla quale era montata la polemica politica. La norma in questione introduce pene fino a 4 anni di carcere per chiunque diffonda “intercettazioni carpite in modo fraudolento con registrazioni o riprese”. Sulla questione era intervenuto questa mattina anche il ministro della Giustizia Andrea Orlando che, a margine di un evento a Expo 2015, aveva dichiarato: “Credo che anche la rapidità con la quale si è ritenuto di dover riscrivere la norma dimostri che non c’era alcuna volontà da parte della maggioranza e dei gruppi della maggioranza, di colpire la stampa“. Nonostante le rassicurazioni di governo e maggioranza, le opposizioni (M5S e Sel in primis) hanno già annunciato battaglia dicendosi pronte all’ostruzionismo in Assemblea dove oggi è stata avviata la discussione generale sul testo e da domani si dovrebbe iniziare a votare gli emendamenti.
