Atti Ruby-ter, Berlusconi alle Olgettine: non posso più pagare
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Con una lettera datata 29 dicembre 2013 l’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi comunicava alle ragazze (le cosiddette “Olgettine“) che prendevano parte alle “cene eleganti” nelle sue residenze di essere costretto a sospendere i pagamenti in loro favore in quanto vittima di una “magistratura militante”. I contenuti delle missive sono stati resi noti oggi e fanno parte degli atti depositati dalla Procura di Milano al Tribunale del riesame nell’ambito del processo Ruby-ter, nel quale i reati ipotizzati sono corruzione in atti giudiziari e falsa testimonianza. L’ex Cavaliere spiega alle ragazze coinvolte che l’aiuto dato seguendo l’impulso della propria coscienza per “lenire gli effetti della devastazione” che i processi hanno causato alla loro immagine, alla loro dignità e alla loro vita, “rischia di essere incredibilmente strumentalizzato ipotizzando addirittura dei possibili reati a carico non solo mio ma anche vostro“. Per questo motivo i legali dell’ex premier – “pur comprendendo la generosità e l’altruismo dell’iniziativa” – lo invitano a sospendere ogni contributo. Dopo essersi detto sicuro di come le ragazze siano consapevoli dell’attacco da parte della magistratura e dell’uso politico della giustizia “per eliminare l’unico ostacolo che si è opposto e che si oppone alla definitiva presa del potere da parte della sinistra”, il leader di Forza Italia conclude: “Mi spiace, mi spiace tanto. Spero, a processo finito, di poterti rivedere e riabbracciare. Ti voglio bene. Silvio“. La Procura ha stimato in 2 milioni di euro (erogati in 4 anni) la cifra che Berlusconi avrebbe corrisposto alle ragazze coinvolte nell’inchiesta.
