Ministro Lorenzin a Forum s@lute: con sanità digitale risparmiare dove possibile e reinvestire dove necessario

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Bea_Forum_s@luteIl governo ha approvato la parte normativa necessaria a digitalizzare la sanità italiana, entro la fine di questa legislatura occorrerà travasare le disposizioni adottate in modo omogeneo sul territorio nazionale. Così il ministro della Salute Beatrice Lorenzin che oggi a Roma è intervenuta all’inaugurazione della tre giorni di dibattito organizzata nell’ambito del primo Forum sulla sanità digitale promosso dalla Business School della LUISS, dall’Agenzia ricerche innovazione società (Aris) e dall’Osservatorio Netics con il patrocinio del suo dicastero e dello Sviluppo economico. Il ministro ha ricordato l’approvazione a luglio scorso del Patto per la salute 2014-2016 (all’interno del quale è prevista l’attuazione del Patto per la sanità digitale) e sottolineato come i tempi siano ormai maturi perché venga applicato in modo omogeneo dalle Regioni e implementato a livello locale. Nel Patto – ha continuato la Lorenzin – è prevista la disposizione sulla cartella sanitaria elettronica che, a pieno regime, potrebbe consentire risparmi fino a 7 miliardi di euro. Con la possibilità di effettuare controlli incrociati delle analisi quantitative e qualitative effettuate sulle attività svolte dalle aziende ospedaliere si potranno poi evidenziare – per la titolare del dicastero – criticità e possibilità di intervento. Dopo aver ribadito di essere contraria ai tagli lineari alla sanità, la Lorenzin ha sostenuto che non si può sempre usare l’alibi della mancanza di risorse per non implementare il Sistema sanitario e che è giunta l’ora di individuare le priorità e ottimizzare i mezzi a disposizione. La sanità digitale è uno strumento fondamentale per “risparmiare dove possibile e reinvestire dove necessario“. In conclusione il ministro – che stamattina ha fatto vaccinare i suoi due gemelli, nati a giugno scorso, cogliendo l’occasione per ribadire l’importanza di questa pratica – ha sostenuto che per superare la frammentazione territoriale in ambito sanitario (in termini di risorse e competenze) sarebbe necessario intervenire, senza ideologismi, sulla riforma del Titolo V della Costituzione che tra le altre cose ha ampliato il ruolo e le competenze delle autonomie locali in materia sanitaria.

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