Banda larga: ok dall’Antitrust a società unica con operatori senza posizioni di controllo
in Governo, PoliticaL’Antitrust “apprezza” il piano del governo sulla banda ultralarga per raggiungere gli obiettivi “fissati dall’Agenda Digitale Europea” promuovendo, di fatto, l’idea di una società unica per la rete. Così il presidente Giovanni Pitruzzella, nel bollettino settimanale dell’Autorità, risponde alla richiesta di parere avanzata da Palazzo Chigi sulla “opportunità di limitare l’assegnazione dei contributi o delle agevolazioni fiscali ai soli operatori che non forniscono servizi di accesso ai clienti finali”.
L’Autorità, nel documento, invita inoltre il governo a valutare “se le limitazioni previste debbano riguardare le sole procedure competitive per l’assegnazione di risorse pubbliche per la realizzazione delle reti a banda ultralarga o debbano riguardare anche la concessione di agevolazioni fiscali“.

L’Agcm rileva che la separazione “verticale” degli operatori che beneficiano di finanziamenti pubblici assieme all’ulteriore “limite di precludere il controllo della società che concorre ai finanziamenti”, previsti dal piano del governo, costituiscono misure idonee a ridurre il rischio che le risorse pubbliche siano utilizzate per “finanziare forme di sussidio incrociato ai servizi offerti in concorrenza nei mercati e dunque ad alterare le condizioni competitive”. In particolar modo, “le società separate potrebbero assicurare un maggiore grado di trasparenza sulla effettiva attuazione dei piani di infrastrutturazione presentati nell’ambito delle procedure di gara”.
Secondo l’Antitrust, la separazione proprietaria tra rete “essenziale” e servizi “consente il pieno rispetto del principio della parità di trattamento, fondamentale per assicurare una piena concorrenza nella fornitura dei servizi agli utenti finali”. Per la tutela del processo competitivo nella fornitura dei servizi agli utenti finali, quindi “è di fondamentale importanza che gli operatori di rete che, ad esito delle procedure competitive, utilizzeranno i contributi pubblici per realizzare le nuove infrastrutture, forniscano i servizi di accesso alla propria rete a condizioni non discriminatorie”, ha sottolineato infine l’Autorità. Quanto alle limitazioni previste dall’esecutivo: “appaiono compatibili anche con l’ipotesi di una società assegnataria dei contributi alla quale partecipino, in posizioni non di controllo, una pluralità di operatori attivi nella fornitura di servizi agli utenti finali“, afferma l’Antitrust.
