Disastro aereo, “gesto volontario” del co-pilota Andreas Lubitz. Cancelliera Merkel: “Tragedia insostenibile”

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Si è chiuso nella cabina di pilotaggio dopo che il comandante era uscito, ha impostato i sistemi per avviare la discesa verso le Alpi francesi e ha condotto l’aereo fino all’impatto, con la “volontà di distruggere” il velivolo e senza rispondere alle richieste del centro di controllo aereo a terra. Questa la ricostruzione dei fatti raccontata stamattina alla stampa dal procuratore di Marsiglia Brice Robin, desunta dall’ascolto della registrazione contenuta nella prima scatola nera dell’aereo della Germanwings che si è schiantato l’altro ieri mattina tra Francia e Spagna, provocando la morte immediata di 150 persone, tra passeggeri e personale di bordo. Ai comandi del volo 9525 della compagnia low cost della Lufthansa, al momento dell’impatto c’era dunque il co-pilota, Andreas Lubitz, 28 anni, di nazionalità tedesca. Dopo aver superato brillantemente tutti i test medici e psicologici, aveva iniziato a volare con Germanwings a settembre del 2013 e aveva 630 ore di volo al suo attivo. Per i primi 20 minuti, ha riferito Robin alla stampa, il comandante e il copilota hanno avuto degli scambi verbali “normali” e “cordiali”. Dalla registrazione non emerge “nulla di anormale”. Poi il comandante prepara il briefing per l’atterraggio a Duesseldorf e “la risposta del copilota sembra laconica”. A quel punto, ha proseguito Robin, si sente il comandante chiedere al copilota di prendere i comandi e il rumore di un sedile e di una porta che si chiude. Presumibilmente, il comandante si è assentato dalla cabina per “soddisfare un bisogno fisiologico”. Lubitz “in quel momento è solo e manipola i comandi per azionare la discesa dell’apparecchio”. Quando il comandante, pochi secondi dopo, tenta di mettersi in contatto con il co-pilota attraverso l’interfono senza ricevere risposta, tenta di buttare giù la porta della cabina. I passeggeri si sono accorti all’ultimo momento di quello che stava succedendo e si sono messi a urlare. La morte è stata istantanea perché al momento dell’impatto con la montagna l’aereo si è disintegrato, ha detto il procuratore. Lubitz, che non è segnalato come possibile terrorista, è rimasto vivo fino allo schianto, come testimonia il respiro, regolare fino alla fine. Sulla base di questa ricostruzione, la magistratura ha concluso che l’atto di far precipitare l’aeroplano sia stato volontario, ma ci sono ancora molti aspetti da chiarire. “Non posso dire se il copilota abbia solo approfittato dell’assenza del comandante o se avesse un piano”, ha detto Robin, rispondendo a una domanda su un eventuale atto premeditato. Intanto gli inquirenti hanno perquisito nel pomeriggio l’abitazione del co-pilota a Montabaur, nella zona sud-occidentale tedesca, dove abitava con i genitori. La cancelliera Angela Merkel ha commentato la notizia parlando di “una tragedia insostenibile: queste notizie ci lasciano senza parole. Ciò che voglio dire oggi è che si tratta di un crimine contro tutte le vittime e i loro familiari”. Quanto alla compagnia aerea, l’amministratore delegato Carsten Spohr in conferenza stampa stamattina ha ammesso: “Indipendentemente da quanto la sicurezza sia in primo piano, un avvenimento simile non si può mai escludere del tutto”, sottolineando che Lubitz era “veramente abile al volo al 100 per cento” e aveva ottenuto il certificato di eccellenza della Federal Aviation Administration (Faa), l’organizzazione americana della sicurezza dei voli. Anche per questo, ha detto: “Siamo veramente sconvolti, turbati”. Tuttavia, Spohr ha fatto sapere ai giornalisti che il co-pilota responsabile della strage ha iniziato la sua formazione nel 2008, ma ha interrotto l’addestramento per diversi mesi aggiungendo di non poter chiarirne i motivi.

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