Derivati, ministro Padoan: ampia trasparenza su contratti. Più dettagli comportano rischi per Paese
in Varie
Il governo ha già fornito tutte le informazioni possibili sui contratti derivati: la total disclosure potrebbe comportare uno svantaggio competitivo per il nostro Paese. Ha risposto così il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan all’interrogazione di Renato Brunetta con la quale si chiedeva la trasparenza totale sui derivati (con la pubblicazione in versione integrale delle “informazioni in merito al contenuto, controparti, importi e clausole” dei contratti) e la possibilità di accedere agli atti.
Il titolare del Tesoro ha spiegato che è già stato fornito “un quadro esaustivo del portafoglio derivati in essere” con la documentazione pubblicata sul sito internet del Mef e con gli interventi della responsabile del debito pubblico del dicastero, Maria Cannata presso la commissione finanze della Camera.
Il livello di disclosure già fornito quindi “è particolarmente ampio, in linea con le migliori pratiche adottate dagli emittenti sovrani“. La richiesta di ulteriori dettagli “non è accoglibile”, in quanto “la divulgazione di questi contratti avrebbe riflessi pregiudizievoli sulle attività in derivati, poiché determinerebbe uno svantaggio competitivo dello Stato nei riguardi delle controparti e di altri emittenti sovrani che fanno uso di questi strumenti” ha detto Padoan. Questo rischio coinvolgerebbe “le controparti stesse del Tesoro nei confronti degli altri operatori del mercato, pregiudicando in tal modo la disponibilità ad applicare condizioni favorevoli con ripercussioni negative sull’intera gestione del debito pubblico“.
È per queste ragioni che i singoli contratti derivati “sono sottratti al diritto d’accesso” ha affermato il ministro dell’Economia ricordando che la giurisprudenza ha stabilito che tale facoltà “non può esser utilizzata dai parlamentari per esercitare il controllo dell’operato del governo” in quanto per far questo sono previsti gli strumenti di sindacato ispettivo.
