Caos pensioni, sottosegretario Zanetti: immorale rimborsare le più alte. E l’Ue avverte l’Italia
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“Escludo che sia possibile restituire a tutti l’indicizzazione delle pensioni, per quelle più alte sarebbe immorale e il governo deve dirlo forte. Occorre farlo per le fasce più basse“. Ha precisato di parlare “a titolo personale” e come leader di Scelta civica, ma le parole pronunciate oggi a margine di una conferenza a Montecitorio dal sottosegretario all’Economia Enrico Zanetti non possono non riflettersi sull’azione dell’esecutivo. “Il governo è al lavoro ma è impensabile rimborsare chi ha pensioni fino a sei-otto volte la minima, dopo che con il contributivo i giovani non arriveranno a due-tre volte la minima e abbiamo alzato l’asticella di qualche anno per tutti” ha spiegato Zanetti che si è sentito di escludere “che si restituiscano quelle somme dopo i sacrifici che abbiamo chiesto”. Alle parole del sottosegretario non ha fatto seguito una replica ufficiale del governo anche se da fonti vicine all’esecutivo è trapelato che non rimborsare tutti sarebbe “compatibile con la sentenza della Consulta”. Sulla grana pensioni è intervenuta anche l’Unione europea. Bruxelles – hanno fatto sapere fonti comunitarie – aspetta la decisione del governo su come attuare la sentenza della Consulta e ne valuterà l’impatto sui conti, ma “questo non deve compromettere l’impegno italiano a rispettare le regole del Patto”. Anche se non è stata fissata una scadenza entro la quale il nostro governo dovrà far pervenire le proprie decisioni alla Commissione la data del 13 maggio potrebbe essere significativa in questo senso. Quel giorno infatti Bruxelles diramerà le Raccomandazioni specifiche per Paese (Csr), il documento annuale con il quale la Commissione valuta complessivamente l’andamento dei conti pubblici in relazione agli obiettivi di bilancio fissati dai singoli Stati. Se entro questo limite temporale l’Italia non renderà pubblica alcune informazione sulle misure compensative che intende attuare quello sui suoi conti rischia di essere un giudizio “sospeso”.
