Dispositivi medici, governo: la strada è ancora lunga per aggiornamento nomenclatore tariffario
in ParlamentoLo schema di provvedimento che aggiorna il nomenclatore tariffario dei dispositivi medici del 1999 è ancora nella fase iniziale dell’iter per la sua adozione: manca l’approvazione della Conferenza Stato-Regioni, il parere delle competenti commissioni parlamentari e il ministero della Salute deve effettuare ulteriori approfondimenti su alcuni punti sollevati dalle associazioni e dai parlamentari. E’ l’annuncio del sottosegretario alla Salute Vito De Filippo che ieri, in commissione Sanità al Senato, ha risposto alla senatrice del Movimento 5 stelle Manuela Serra che sollecitava l’esecutivo sul tema. Il rappresentante dell’esecutivo ha sottolineato che il dicastero ha presente quanto sia stringente la necessità di aggiornare il nomenclatore e ha attivato un gruppo di lavoro con i rappresentanti dei ministeri della Salute, dell’Economia e della conferenza Stato-Regioni per rivedere vecchi documenti e produrre una nuova proposta. Sono stati inseriti gli ausili e i dispositivi che l’evoluzione scientifica e tecnologica in materia ha reso disponibili sul mercato del settore, ma che oggi non possono essere prescritti. Nelle descrizioni degli ausili, ha spiegato il sottosegretario, sono stati introdotti riferimenti a nuovi materiali e a nuovi criteri di qualità costruttiva, per evitare prodotti di scarsa qualità e insufficienti. La struttura degli elenchi conferma la distinzione tra protesi “su misura” e dispositivi “di serie”, ripartiti in due elenchi. Il primo contiene quelli che devono essere messi in uso da parte di un tecnico abilitato. Il secondo elenco contiene invece quelli che possono essere consegnati all’assistito in condizione di essere immediatamente utilizzati. Insoddisfatta la senatrice Serra, secondo cui il governo non ha fornito una soluzione reale “a problemi che si trascinano dal 1999”.

