Pensioni, sì dell’Unione europea al decreto. Renzi: recuperata credibilità

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“Abbiamo risolto un problema in giro di 15 giorni e abbiamo recuperato credibilità in Europa”. Lo ha detto il premier Matteo Renzi in merito al decreto sulle pensioni emanato ieri dal governo registrando la puntata di Porta a Porta che andrà in onda stasera su Raiuno. “Senza fare promesse, altrimenti dicono che è una promessa elettorale – ha poi continuato il primo ministro – con la legge di stabilità stiamo studiando un meccanismo non per cancellare la Fornero ma per dare un po’ di libertà“. Il presidente del Consiglio ha fatto un esempio pratico: “Se a 61 anni vuoi andare in pensione accetti di prendere quei trenta euro in meno. Gli italiani sono intelligenti, bisogna dire che su tu vai in pensione a questo livello prendi “x”. Se vai in pensione a questo altro livello, prendi questo. Scegli tu”. Le dichiarazioni di Renzi hanno fatto seguito all’ok della Commissione europea al decreto legge: “Sulla base dell’annuncio del governo la valutazione della legge di stabilità basata sulle nostre stime economiche di primavera, resta invariata“. Nessuno squilibrio sui nostri conti dunque ma: “Una valutazione finale dell’impatto sul bilancio del dl, in vista degli impegni italiani sul Patto di stabilità, sarà fatta quando avremo il testo ufficiale“, hanno precisato da Bruxelles. Sul tema della riforma delle pensioni, è intervenuto l’ex commissario alla spending review Carlo Cottarelli. “La spesa per pensioni in Italia è pari al 16,5% Pil, la più alta tra paesi avanzati“, ha detto il direttore esecutivo del Fmi a Radio Anch’io. Secondo Cottarelli è necessario un “testo ben disegnato per evitare problemi legali futuri” ed è fondamentale commisurare le pensioni ai contributi, come accade per le pensioni non retributive.

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