Gazzetta ufficiale – lotta al lavoro sommerso, adottati i decreti di aggiornamento del Piano nazionale 2023-2025 e con cui viene istituito il Comitato nazionale dedicato
in Governo, LavoroCon due comunicati pubblicati sulla Gazzetta ufficiale (serie generale n. 89) sono ufficialmente adottati i decreti del ministero del Lavoro con cui è aggiornato il Piano nazionale per la lotta al lavoro sommerso per il triennio 2023-2025 e con cui è istituito il Comitato nazionale per la prevenzione e il contrasto del lavoro sommerso.
Il primo decreto introduce una serie di modifiche al Piano nazionale per la lotta al lavoro sommerso 2023-2025, adottato con decreto del ministero del Lavoro del 19 dicembre 2022, n. 221. In particolare, al documento è stata aggiunta la sezione F “Azioni volte a favorire l’impiego regolare di lavoratori stranieri in agricoltura, attraverso il contrasto agli insediamenti abusivi e la promozione di azioni di politica attiva”. Dopo una prima sezione dedicata all’analisi di contesto, in cui si ricorda che con decreto interministeriale del 17 giugno 2022 sono stati prorogati per un ulteriore triennio (fino a dicembre 2025) i lavori del Tavolo per realizzare una nuova strategia di contrasto al caporalato e allo sfruttamento lavorativo, si chiarisce l’intenzione di definire delle Linee guida quale strumento per l’implementazione su tutto il territorio nazionale degli standard abitativi già individuati con il decreto direttoriale n. 6 del 2022: entro il secondo trimestre del 2023, si legge, sarà costituito un apposito gruppo di lavoro per l’elaborazione delle linee guida, che si intende presentare entro il terzo trimestre del 2023, e la definitiva approvazione e pubblicazione delle linee guida avverrà invece entro il primo trimestre del 2024. Sono poi previste azioni volte a favorire percorsi formativi per impiego regolare di lavoratori stranieri per il settore agricolo, anche attraverso specifiche azioni di politica attiva. Infine, è annunciata la partecipazione di referenti del Comitato di contrasto al lavoro sommerso all’interno dei Gruppi di lavoro del Tavolo di contrasto al caporalato, che si terranno con cadenza almeno trimestrale. Il lavoro svolto, spiega il documento, confluirà nella relazione annuale al Parlamento sullo stato di attuazione del Piano nazionale di contrasto al caporalato, da predisporre entro la fine del 2023, alla cui stesura parteciperanno i referenti del Piano nazionale di contrasto al lavoro sommerso.
Il secondo decreto istituisce presso il ministero del Lavoro il Comitato nazionale per la prevenzione e il contrasto al lavoro sommerso, che avrà il compito di monitorare l’attuazione delle misure contenute nel Piano nazionale, e che nello specifico dovrà:
- assicurare il coordinamento e il monitoraggio sulle attività programmate nel Piano nazionale;
- realizzare una reciprocità in modo stabile e regolare tra i diversi soggetti coinvolti nella prevenzione e nel contrasto del lavoro sommerso;
- assicurare i collegamenti con il Tavolo nazionale sul caporalato, per quanto riguarda le misure specifiche per il settore agricolo al fine di valutare l’applicazione di buone pratiche realizzare in quel campo;
- interagire con le Task Force e i Gruppi di Lavoro a cui è richiesta l’attuazione di alcune linee di azione previste dal Piano Nazionale e ne controlla l’operato;
- presentare semestralmente al ministero del Lavoro una relazione sull’attuazione del Piano nazionale e sui risultati previsti in relazione agli obiettivi programmati;
- assicurare, in linea con gli obiettivi definiti nel Piano nazionale, una valutazione dell’efficacia degli interventi programmati e, in una fase successiva, stabilire un accordo tra i diversi enti interessati, al fine di garantire una governance efficace delle politiche di prevenzione e contrasto del lavoro sommerso;
- organizzare gli interventi per contrastare il lavoro sommerso per il triennio 2025-2028.
Con riferimento ai due obiettivi del PNNR previsti nella Missione 5, componente 1, Riforma 1.2, del Piano Nazionale, il Comitato si impegna nella realizzazione dei due seguenti indicatori:
- “un indicatore relativo alla media annuale del numero di accessi ispettivi effettuati in materia di lavoro nell’ultimo biennio” ovvero il traguardo M5C1-10;
- “incidenza del lavoro sommerso” ovvero il traguardo M5C1-11.
Il Comitato è composto dai rappresentanti del ministero del Lavoro, coinvolti per competenza nell’attuazione del Piano, del ministero dell’Interno, del ministero delle Infrastrutture, di INL, INPS, INAIL, ANPAL, Banca d’Italia, ISTAT, Agenzia delle Entrate, Guardia di Finanza, dell’Arma dei Carabinieri e della Conferenza delle Regioni, con il supporto tecnico dell’INAPP. Ancora, da esperti nominati dal ministro in possesso di particolare competenza ed esperienza, e da dieci rappresentanti delle organizzazioni sindacali e datoriali più rappresentative a livello nazionale. Il gruppo di lavoro opera fino al completamento delle attività che gli sono assegnate.
