Federchimica su illeciti ambientali, presidente Puccioni: meno burocrazia. Senatrice Puppato (Pd) richiama caso Caffaro ma non riceve risposta

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delitti_ambienteDal 2002 al 2014 le imprese del comparto chimico hanno investito in interventi di bonifica oltre 2 miliardi di euro. Questo, senza dubbio, testimonia la buona volontà delle aziende nel difendere il territorio e promuovere lo sviluppo sostenibile anche se, troppo spesso, sono frenate nelle proprie azioni da un’eccessiva burocrazia. E’ quanto sostenuto dal presidente della Federazione delle industrie chimiche (Federchimica) Cesare Puccioni che oggi è intervenuto in audizione presso la commissione bicamerale di inchiesta sugli illeciti ambientali. Argomento dell’incontro l’attuale situazione in cui versano i siti di interesse nazionale (Sin) che costituiscono il cosiddetto “quadrilatero padano” (Mantova, Ferrara, Ravenna e Porto Marghera) sui quali il gruppo di lavoro ha svolto una serie di approfondimenti. Sulla necessità di snellire le procedure e facilitare i compiti delle industrie hanno insistito anche Alessandra Pellegrini e Gerardo Stillo, rispettivamente responsabili del Servizio ambiente e territorio e del Servizio emergenze trasporti di Federchimica. La Pellegrini in particolare ha evidenziato come le procedure di bonifica possano rappresentare per le imprese un’opportunità da cogliere a patto che vengano rivisti gli iter burocratici e che alle stesse aziende sia dato modo di potersi confrontare con interlocutori aggiornati e preparati. Se non c’è competenza, ha sostenuto la dirigente, non c’è autorevolezza e in questo senso sarebbe necessario che le industrie abbiano un soggetto istituzionale autorevole al quale fare riferimento. Il ministero dell’Ambiente – ha ribadito in questo senso Stilloandrebbe pensato sul modello della Environmental Protection Agency (EPA) – l’Agenzia del governo federale degli Stati Uniti che si occupa di protezione ambientale e della salute umana – nella quale le competenze sono certe e definite. “Le aziende vogliono bonificare ma devono anche poter continuare ad operare” ha dichiarato il responsabile del Servizio emergenze trasporti che ha concluso: “Non possiamo continuare a pagare per gli errori del passato”. Dopo i rappresentanti di Federchimica la parola è passata ai membri della commissione. Tra questi la senatrice del Partito democratico Laura Puppato che, sulla scorta di quanto affermato da Puccioni e i suoi accompagnatori, ha voluto portare all’attenzione dei presenti il caso del Sin di Brescia-Caffaro. Presso il capoluogo lombardo le istituzioni sono rimaste di fatto senza interlocutori con i quali interagire perché l’azienda colpevole del danno ambientale non è più presente sul territorio. Per evitare che in futuro si ripetano situazioni simili, ha osservato la parlamentare, potrebbe essere opportuno prevedere sistemi di accordi preventivi attivando ad esempio delle fideiussioni. Dicendosi d’accordo sulle effettive difficoltà che devono affrontare le imprese, la senatrice ha voluto chiedere agli intervenuti come, secondo loro, bisognerebbe intervenire per evitare che si ripetano situazioni simili a quelle di Brescia perché, ha dichiarato: “Tutte le condizioni lasciano presumere che il pagamento (per la bonifica, ndr) avverrà attraverso il solito sacrificio del pubblico ed è giusto che senza l’azienda non si vive in questo Paese ma è pur vero che abbiamo pagato un prezzo altissimo dal punto di vista dell’inquinamento”. I rilievi della Puppato non hanno però ricevuto risposta dai vertici di Federchimica.

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