Relazione AgCom: diffusione banda larga minima rispetto all’Europa. Mezzi di comunicazione classici: bruciati 2 mld in 5 anni

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agcomLo sviluppo della banda larga in Italia può essere considerato “accettabile” ma presenta “un grado di arretratezza preoccupante rispetto all’Europa”. E’ quanto sostenuto dal presidente dell’Autorità per le garanzia nelle comunicazioni (AgCom) Angelo Cardani che oggi, a Montecitorio, ha presentato la consueta relazione annuale. Il nostro Paese, ha detto Cardani, presenta un livello di digital divide (il divario tra chi ha accesso alle tecnologie dell’informazione e chi ne è escluso) doppio rispetto a quello comunitario ed esistono realtà locali dove si registra addirittura un’assenza totale  di reti a banda ultralarga. Solo il 4% delle famiglie italiane, si legge nella Relazione, utilizza connessioni superiori a 30 megabit al secondo (contro il 26% dell’Ue) e praticamente pari a zero sono le connessioni superiori a 100 Mbps. In questo senso, secondo Cardani: “Un ruolo decisamente importante potrà essere svolto attraverso gli strumenti messi in campo dal governo in attuazione della Strategia per la banda ultralarga, che prevede la destinazione di una quota significativa di incentivi e contributi finanziari alle aree bianche“. Passando ai mezzi di comunicazioni “classici”, il presidente dell’Autorità ha evidenziato come negli ultimi 5 anni in Italia si sia registrata una progressiva riduzione dei ricavi nel settore dell’informazione. Quotidiani, tv e radio hanno complessivamente perso quasi 2 miliardi di euro, con una riduzione pari al 16% nel periodo 2010-2014, con punte superiori al 30% nel caso dei quotidiani.

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