Italiani rapiti in Libia, Alfano non esclude richiesta di scambio con scafisti. Mattarella: siamo tutti nel mirino dei fondamentalisti

in Varie


angelino_alfanoIl rapimento dei 4 italiani in Libia, avvenuto 3 giorni fa, potrebbe essere una richiesta di scambio con alcuni scafisti detenuti in Italia. Questa la notizia diffusa sui social network da una delle forze armate nazionali in campo, in base alla quale sarebbero le milizie di Zuara (che sostengono il governo di Tripoli) i responsabili del rapimento. Non “possiamo escludere una pista”, ha detto il ministro dell’Interno Angelino Alfano e “nessuno può dire se il rapimento possa essere attribuito” alla lotta agli scafisti. Da Malta, dove si trova in visita ufficiale, è arrivato anche il commento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha definito il rapimento di Gino Pollicardo, Fausto Piano, Filippo Calcagno e Salvatore Failla (dipendenti della ditta di costruzioni Bonatti di Parma, sequestrati mentre rientravano dalla Tunisia) “una ferita aperta che speriamo si possa risolvere nel più breve tempo possibile“. “Tutti sono nel mirino – ha aggiunto Mattarella rispondendo a chi gli chiedeva se ci fosse un’offensiva fondamentalista in particolare contro l’Italia – è nel mirino qualunque Paese che si batta per la tolleranza, la civiltà e il rispetto delle vite umane“.

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