Caporalato: operativa da oggi la Rete del lavoro agricolo di qualità

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caporalatoCombattere il fenomeno del caporalato nelle campagne italiane anche attraverso la certificazione etica delle aziende che rispettano le regole. Questo l’obiettivo della “Rete del lavoro agricolo di qualità“, l’organismo autonomo nato per contrastare le irregolarità del lavoro nel settore primario e al quale, a partire da oggi, le aziende agricole interessate potranno fare richiesta di adesione. Come riportato in una nota del ministero delle Politiche agricole, per far parte della Rete – e ricevere il certificato di qualità – le imprese dovranno rispettare tre requisiti fondamentali: non avere riportato condanne penali e non avere procedimenti penali in corso per violazioni della normativa in materia di lavoro; non essere state destinatarie, negli ultimi tre anni, di sanzioni amministrative dovute a violazioni delle leggi sull’occupazione; essere in regola con il versamento dei contributi previdenziali e dei premi assicurativi. Le aziende, spiega il titolare del Mipaaf, Maurizio Martina nella nota, saranno valutate dalla cabina di regia della Rete (presieduta dall’Inps, di cui fanno parte anche le organizzazioni sindacali e professionali agricole oltre ai rappresentanti dei ministeri delle Politiche agricole, del Lavoro e dell’Economia e della Conferenza delle Regioni) che entro 15 giorni dovrà poi presentare il piano organico complessivo per il contrasto stabile al lavoro nero.

“Sono tanti i fronti sui quali bisogna intervenire contro questa piaga antica e inaccettabile – continua Martina – a partire dall’aggressione patrimoniale di chi usa i caporali con mezzi simili a quelli che si utilizzano nel contrasto alla mafia. A questo proposito, a breve, il ministro della Giustizia Andrea Orlando dovrebbe presentare delle proposte specifiche.

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