Caso Quarto, sindaco Capuozzo ai pm: Fico sapeva dal 2014

in Parlamento, Varie


fico capuozzoRoberto Fico sapeva dal 2014 delle pressioni che il sindaco del comune flegreo riceveva dal consigliere comunale Giovanni De Robbio, anche lui pentastellato. L’accusa contro il deputato del M5S arriva dalla stessa Rosa Capuozzo, espulsa dal Movimento ma ancora primo cittadino di Quarto (Napoli), che oggi sul suo profilo Facebook ha preso le distanze dal direttorio pentastellato: “Il Movimento è scappato davanti al malaffare. E’ inutile avere le mani pulite se poi le si tiene in tasca“. Tornata sull’espulsione dal M5S, la Capuozzo ha contestato tout court la decisione presa dal fodnatore Beppe Grillo “fatta in una stanza grigia di Milano“. Nei verbali depositati questa mattina dai pubblici ministeri titolari dell’inchiesta – il procuratore aggiunto della Dda di Napoli Giuseppe Borrelli e il sostituto Henry John Woodcock – la Capuozzo ha riferito che “a Fico ho sempre detto che ritenevo il De Robbio operasse contro gli ideali del M5S e ostacolasse la mia linea di non nominare in nessun ambito persone legate al territorio”. Ha aggiunto di aver chiesto ripetutamente a Fico l’espulsione del consigliere (dimessosi dopo aver saputo di essere sotto inchiesta) perché riteneva che avesse “preso una posizione sicuramente contraria a quelle che erano le linee del movimento”. Una richiesta ribadita nel corso di un incontro tra Capuozzo e Fico avvenuto il 30 novembre 2014. Nei verbali compare anche una conversazione via WhatsApp che Capuozzo ha avuto con il suo vice, Andrea Perotti, in cui si fa riferimento alla pressioni che il sindaco riceveva dallo stesso De Robbio affinché la gestione dello stadio comunale venisse affidata alla famiglia Cesarano, ritenuta collegata al clan camorristico dei Polverino.

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