Crisi greca e referendum, Varoufakis: se vince il sì lascio. S&P: Grexit costerebbe 11 miliardi all’Italia

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europa-greciaTutte le trattative sull’eventuale salvataggio della Grecia restano sospese in attesa del referendum che domenica prossima stabilirà se Atene accetterà o meno il piano di rientro proposto dalla troika (Commissione europea, Bce e Fmi), ma con l’avvicinarsi della scadenza elettorale si moltiplicano gli interventi sui possibili effetti che provocherebbe la vittoria del sì o quella del no. L’agenzia di rating Standard & Poor’s ha calcolato che l’eventuale uscita della Grecia dalla zona euro costerebbe all’Italia 11 miliardi di maggiori tassi di interesse sul debito mentre, secondo il Fondo monetario internazionale, un ipotetico nuovo piano di salvataggio prevederebbe ulteriori finanziamenti per 50 miliardi di euro nei prossimi tre anni. Se i cittadini greci domenica dovessero decidere di dire sì al programma dei creditori internazionali, il ministro delle Finanze ellenico Yanis Varoufakis ha annunciato che si dimetterà. In caso di vittoria del no, invece, ha dichiarato il ministro, “riprenderanno immediatamente le trattative“. L’incertezza regna anche sulla data di riapertura delle banche. Per Varoufakis, gli istituti di credito greci potranno tornare operativi già da martedì mentre secondo altri rappresentanti del governo di Atene gli sportelli non riapriranno prima che si trovi un accordo. Sull’esito dell’ormai attesissimo referendum è intervenuto anche il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem secondo il quale: “Se i greci voteranno no sarà incredibilmente difficile mettere in piedi un nuovo salvataggio“.

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