Dalle aziende alla Camera per parlare di riforme, passando dal Vinitaly. La giornata del premier Renzi: governo a lavoro per semplificare Paese
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Giornata ricca di impegni per il premier Matteo Renzi: stamattina a Verona in visita in alcune aziende e poi al Vinitaly, nel pomeriggio a Montecitorio per un momento “storico” (come ha twittato alle 8), ossia l’ultimo voto sul ddl costituzionale che riforma il Senato. Già a Verona il presidente del Consiglio ha iniziato a parlare di riforma costituzionale specificando che “attribuisce allo Stato centrale e non alle Regioni la promozione turistica e del made in Italy nel mondo. Vi hanno raccontato che la riforma riguarda solo i senatori – ha sottolineato -, ma riguarda anche queste cose”. Una volta arrivato nell’Aula della Camera, intorno alle 18, il premier Renzi ha ringraziato in apertura l’ex Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. “Per la prima volta la politica riforma se stessa in modo organico”, motivo per il quale “sono qui per rendervi omaggio ed esprimere la gratitudine da parte del governo” ha detto Renzi, sostenendo che “i parlamentari hanno dato una grandissima lezione di dignità”. Il premier ha spiegato in sintesi i punti principali della riforma: “Cambia il rapporto di fiducia tra le Camere e il governo, il bicameralismo paritario viene meno, ci saranno tempi certi nell’iter legislativo e si eviterà abuso della decretazione di urgenza“. Con il ddl firmato dal ministro per le Riforme, Maria Elena Boschi (oggi a Londra per uno speech presso l’Università di Oxford) “non si toccano i sistemi di pesi e contrappesi, si modifica la norma sull’elezione del Capo dello Stato e si interviene su titolo V della Costituzione” ha aggiunto Renzi. Il premier ha quindi ricordato le 173 sedute (al 7 aprile 2016) tenute per la discussione sul ddl sottolineando che “per l’Assemblea costituente erano state 170“. Secondo il presidente è stato “garantito il dialogo e sono state tante e numerose le modifiche”, tutto questo per unico obiettivo: “rendere più semplice il nostro Paese”. Oggi avranno inizio le dichiarazioni di voto da parte dei gruppi, entro giovedì i deputati approveranno – senza modifiche e ordini del giorno – il testo che cambierà il sistema bicamerale italiano. A ottobre i cittadini saranno chiamati a decidere, tramite referendum, se il progetto del governo va bene o meno.
