Decalogo anti-corruzione, le anticipazioni di Repubblica.it
in Governo, Politica
Società pubbliche trasparenti, rotazione degli incarichi, criteri di incompatibilità rigidi, tutele per chi svela il malaffare. Il decalogo anti-corruzione – firmato dal ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan e dal presidnete dell’Autorità anti-corruzione, Raffaele Cantone – è stato anticipato oggi da Repubblica.it. Si applicherà subito alle aziende non quotate sotto il diretto controllo del Mef e, tra qualche settimana dopo un confronto con la Consob, anche alle quotate, ovvero a reltà quali Rai, Anas, Fondo italiano di investimento, Expo, Sogei, e ancora Eni, Enel, Finmeccanica, Poste e Ferrovie dello Stato. Stabilisce che le società pubbliche dovranno rispettare le regole che ora riguardano solo le pubbliche amministrazioni, il fondamento giuridico è la legge Severino, approvata durante il governo Monti. Saranno quindi estense le misure di prevenzione della corruzione a soggetti che, indipendentemente dalla natura giuridica, sono controllati dalle amministrazioni pubbliche, gestiscono denaro pubblico, svolgono funzioni pubbliche o attività d’interesse pubblico e, pertanto, sono esposte agli stessi rischi cui sono sottoposte le amministrazioni alle quali sono collegate per ragioni di controllo, di partecipazione, di vigilanza. Ed ecco i divieti: nessun incarico a chi ha condanne per reati contro la pubblica amministrazione, o è componente di un organo politico nazionale. Rigido e dettagliato il capitolo delle incompatibilità per gli amministratori e i dirigenti delle società. Divieto di assunzione per i dipendenti pubblici che “negli ultimi tre anni abbiano esercitato poteri autoritativi o negoziali per pubbliche amministrazioni”. Un monitoraggio obbligatorio sul rispetto delle regole anti-corruzione dovrebbe permettere alla società di non cacciarsi nei guai.
