Def 2015, Renzi: nessun taglio e nessuna nuova tassa

in Economia, Governo, Politica


cdmIl Documento di economia e finanza (Def) per il 2015 non conterrà nè tagli alle prestazioni dei cittadini né aumenti delle tasse. Lo ha annunciato oggi il presidente del Consiglio Matteo Renzi al termine della riunuone nel corso della quale la squadra di governo ha avviato l’esame del Def, lo strumento con il quale l’esecutivo indica la strategia economico-finanziaria pubblica nel medio termine. Il via libera definitivo arriverà nel corso della riunione già convocata per venerdì prossimo alle 10. Gli unici tagli, ha spiegato Renzi in riferimento alla revisione della spesa pubblica, riguarderanno la spending review, che “varrà lo 0,6% del Pil, più o meno 10 miliardi, anche se pensiamo ci sia un margine migliore, uno spazio per tagliare per 20 miliardi”. Volendo quantificare una diminuzione della pressione fiscale per quest’anno, il presidente del Consiglio ha sostenuto che nel 2015 “riduciamo le tasse per 18 miliardi” (“10 dagli 80 euro e 8 dai provvedimenti sul lavoro”, ha spiegato Renzi). Una cifra che può salire a 21 miliardi, ha continuato il presidente del Consiglio, considerando “anche i 3 miliardi di clausole di salvaguardia che non scatteranno”. Un intervento vero e proprio di riduzione delle tasse, secondo Renzi, potrà essere preso in considerazione con la prossima legge di stabilità quindi a partire dal 2016. Presente in conferenza con il premier, il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha spiegato come l’economia italiana risulti oggi “migliore di quello che si pensava solo qualche mese fa”. Passando ai numeri, Padoan ha annunciato che la crescita del Pil prevista per il prossimo triennio è pari a +0,7 nel 2015, +1,4 nel 2016 e +1,5 nel 2017. Sul fronte dell’indebitamento, il rapporto deficit/pil si dovrebbe invece attestare al 2,6% nel 2015, all’1,8% nel 2016 e all’1,7% nel 2017. Grazie alla crescita e alla revisione della spesa pubblica – ha ribadito Padoan – si potranno “disinnescare le clausole di salvaguardia, che valgono un punto di Pil”. Quanto alle privatizzazioni, il ministro ha spiegato che l’obiettivo è quello di incassare (nel periodo dal 2015 al 2018) circa 1,8 punti di Pil. Pur sottolineando come i tempi del piano siano dominati dall’andamento dei mercati, Padoan ha confermato che le privatizzazioni andranno avanti senza comunque perdere il controllo delle aziende statali. “Stiamo lavorando intensamente alle Poste“, ha detto il titolare del Mef, e dopo l’Enel ci sono altre operazioni in corso “come le Ferrovie dello Stato e l’Enav“. In riferimento al debito pubblico, Padoan ha annunciato che nel 2015 sarà al 132,5%, per poi scendere al 130,9% nel 2016 e al 123,4 nel 2018. Prima di concludere l’incontro con la stampa, Renzi ha annunciato che nel corso della riunione di venerdì prossimo verrà annunciato anche il successore di Graziano Delrio alla poltrona di sottosegretario alla presidenza del Consiglio. In pole position per il momento resta l’attuale viceministro dello Sviluppo economico Claudio De Vincenti.

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