Emergenza migranti, Bruxelles vara la propria Agenda: in Italia 2mila persone da campi profughi extra Ue
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La Commissione europea ha adottato oggi l’Agenda Ue per l’immigrazione. I contenuti del piano sono stati presentati in conferenza stampa dal primo vicepresidente dell’esecutivo comunitario Frans Timmermans, dall’Alta rappresentante della politica estera dell’Ue Federica Mogherini e dal Commissario Ue per le migrazioni Dimitris Avramopoulos. Quattro i pilastri su cui si basa la nuova agenda della Commissione: ridurre gli incentivi alla migrazione irregolare, gestire e rendere sicure le frontiere esterne della Ue, proteggere i richiedenti asilo e creare una nuova politica della migrazione legale. “Di fronte a un’emergenza drammatica l’Europa ha finalmente capito l’urgenza e nelle ultime settimane ha compiuto passi da gigante dando una risposta globale alle sfide complesse dell’immigrazione” ha dichiarato l’ex titolare della Farnesina Mogherini. Nei piani dell’Ue anche la possibilità di distruggere i barconi degli scafisti sulle coste libiche prima che partano ma, su questo punto, sarà necessaria una partnership con la Libia, ha precisato la Mogherini smentendo così un’indiscrezione del Guardian secondo cui Bruxelles starebbe pensando anche a un’azione militare via terra in Nord Africa con l’approvazione dell’Onu. Nell’immediato l’Agenda varata oggi dall’Ue prevede la redistribuzione di migranti tra gli Stati membri in base a quote prestabilite divise in due canali distinti: i reinsediamenti, le persone con le caratteristiche per ottenere lo status di rifugiato ospitate in campi profughi all’estero, e i ricollocamenti, canale destinato a chi è già in Europa o entra direttamente nell’Ue. In Italia arriveranno il 9,94% di 20mila profughi (meno di 2000) per quel che riguarda i reinsediamenti e l’11,84% per i ricollocamenti. Per far fronte alle emergenze dei flussi migratori i Paesi europei del mediterraneo avranno a disposizione una dotazione di 60 milioni di euro. Sull’emergenza migranti l’Europa rimane comunque divisa. Contrari alla redistribuzione degli arrivi rimangono la Gran Bretagna, la Repubblica Ceca e la Slovacchia con il ministro degli Interni britannico Theresa May che ha ribadito prima sul Times e poi alla Bbc l’opposizione del Regno Unito, dicendosi in disaccordo con Federica Mogherini sul fatto che i migranti intercettati in mare non debbano essere respinti contro la loro volontà.
