Eni, De Scalzi a Montecitorio: “Nel 2016 previsti 5 miliardi di euro in Italia

in Parlamento, Varie


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L’Italia è il secondo paese al mondo per investimenti. Eni nel 2016 ha previsto 5 miliardi di euro che sono destinati alla chimica”. A confermare le priorità per i prossimi anni del gruppo è stato oggi l’amministratore delegato, Claudio De Scalzi, presente in audizione a Montecitorio nella seduta plenaria delle commissioni Attività produttive della Camera e Industria del SenatoDe Scalzi ha presentato al gruppo di lavoro il piano industriale 2016-2019, con alcuni obiettivi a oggi “raggiunti nonostante la difficile congiuntura economica e il crollo del 70% in un anno e mezzo del prezzo brent che ha portato ad appiattire la domanda”. “Nel 2015 – ha spiegato De Scalzi – il prezzo del petrolio ha toccato 26 dollari a barile, quindi abbiamo dovuto accelerare con l’attuazione del piano industriale, che prevede sette dismissioni in un anno e mezzo. I risultati sono buoni“. Tra le dismissioni passate e future del gruppo Eni, è stato unanime l’interesse per Versalis spa, per la quale Eni avrebbe raggiunto un primo accordo per la cessione con il gruppo statunitense SK Capital, presente nel settore della chimica dal 2007. In particolare De Scalzi, rispondendo a una domanda del senatore Salvatore Tomaselli (Pd) su una possibile partecipazione di Cassa depositi e prestiti in Versalis, ha affermato: “Non conosco le strategie di Cassa, non so se sono interessati. Noi però siamo disposti a cedere una percentuale”. L’ad di Eni ha poi specificato che l’eventuale cessione della società di Eni a un fondo estero non sarebbe la fine della chimica in Italia, visto che “Versalis rappresenta solo l’8% della produzione complessiva”.  Quanto alla vendita di Saipem, De Scalzi ha ricordato “la cessione del 12% al Fondo strategico italiano, accompagnato da un patto di sindacato. L’operazione Eni può consolidare Saipem, visto che il debito è stato incassato da Eni”. Altro fine delle dismissioni di Eni è la strategia di mercato aziendale: “Per investire Eni deve guardare ai costi perché sul prezzo non può fare molto e deve resistere nel momento in cui questi sono bassi”.  In merito le leve esposte da De Scalzi sono due: scoprire le energie, non comprarle, e realizzare investimenti con asset che hanno un break even basso. “La nostra strategia si chiama dual exploration, che consiste nell’esplorare i giacimenti non solo per accrescere le riserve,ma anche per monetizzare l’asset, attraverso la cessione di quote di minoranza e mantenendo il ruolo di operatore“. La strategia dal 2008 avrebbe permesso di scoprire 12 miliardi di risorse (2,4 miliardi in più di quello che ha prodotto Eni). La seconda leva consiste nel ridurre i costi aziendali di2 miliardi e mezzo, “senza licenziare nessun dipendente”, rivedere le sedi di Roma e Milano e abbassare i contratti in essere. “Adesso – ha specificato De Scalzi – i contratti li facciamo con gara, che ha portato a una riduzione di oltre 3 milioni di euro“.  Quanto ai risultati raggiunti, nel 2015 la chimica avrebbe ottenuto il migliore risultato negli ultimi 20 anni: “In 10 anni il comparto ha registrato perdite per 3 miliardi a fronte di 2 miliardi di investimenti“. Mentre tra gli obiettivi futuri, nei prossimi 4 anni l’amministratore delegato ha annunciato che “sarà quello di vivere con i prezzi bassi del petrolio”.  Sul tema degli investimenti, nonostante la riduzione del 18% nel 2016 (nel 2015 erano 45 milioni) l’azienda non rinuncerà a sviluppare la partita del verde: “Il polo di Venezia vive la seconda fase con la produzione del green disel mentre per Gela abbiamo avuto tutte le autorizzazioni. Il 40% dei prossimi investimenti è destinato all’ambiente, tra cui le bonifiche”. In merito alla strategia aziendale di lungo termine, De Scalzi ha annunciato che “nel 2025 avvieremo un pacchetto di sviluppo delleenergie rinnovabili” precisando che “non abbiamo necessità del fotovoltaico e delle biomasse di seconda generazione. Noi abbiamo un’opportunità che è la piattaforma africana, in cui pensiamo di puntare sull’energia solare, così da coprire i consumi interni”.

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