G8 di Genova, Strasburgo: alla Diaz fu commesso il reato di tortura

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diazA quasi 14 anni di distanza dal G8 di Genova del luglio 2001, la Corte europea per i diritti dell’uomo di Strasburgo ha condannato oggi l’Italia riconoscendo che durante l’irruzione della Polizia di Stato nella scuola Diaz fu commesso il reato di tortura. Il nostro Paese è stato inoltre condannato per non essersi dotato di una legislazione adeguata per punire questo tipo di reato. La sentenza di Strasburgo è arrivata sulla base del ricorso presentato alla Corte europea da Arnaldo Cestaro, una delle vittime – all’epoca 62enne – della perquisizione alla scuola Diaz avvenuta alla conclusione del G8.  L’Italia, ha stabilito la Corte, dovrà versare a Cestaro un risarcimento di 45mila euro. La sentenza crea un precedente per altri ricorsi pendenti a Strasburgo in relazione ai pestaggi della Polizia alla Diaz e nella caserma di Bolzaneto. Secondo i giudici, le azioni delle Forze dell’ordine hanno avuto “finalità punitive” e sono state una vera e propria “rappresaglia, per provocare l’umiliazione e la sofferenza fisica e morale delle vittime“. La Corte ha evidenziato inoltre che la legislazione italiana è inadeguata per fronteggiare queste situazioni e ha, in questo senso, “un problema strutturale”. La proposta di legge che introduce nel Codice penale il reato di tortura è all’esame del Parlamento da quasi due anni: approvata dal Senato poco più di un anno fa, il 5 marzo 2014, dopo una discussione durata 8 mesi, ora è in seconda lettura alla Camera dove il 23 marzo scorso è approdata in Aula per la discussione generale. L’esame dovrebbe riprendere questa settimana e – una volta licenziato da Montecitorio dove ha subito ulteriori modifiche – il testo dovrà tornare a palazzo Madama.

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