Giubileo straordinario: le date dei raduni. Missionari perdoneranno anche l’aborto
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L’8 dicembre prossimo si aprirà la Porta santa della basilica di San Pietro e inizierà ufficialmente il giubileo straordinario indetto da Papa Francesco e consacrato al tema della misericordia. L’evento si concluderà il 20 novembre del 2016 e oggi in conferenza stampa al Vaticano l’arcivescovo Rino Fisichella, presidente del Pontificio consiglio per la nuova evangelizzazione al quale è affidata l’organizzazione, ha illustrato il calendario dei principali avvenimenti. “Non è e non vuol essere il grande giubileo dell’anno 2000“, ha precisato Fisichella che ha poi sottolineato come, accanto al tema della misericordia, il Pontefice ha voluto tendere una mano all’Ebraismo e all’Islam per ritrovare “la via del dialogo e del superamento delle difficoltà”. Tra gli eventi per i quali la Santa Sede prevede maggiore affluenza, l’arcivescovo ha citato il raduno dei ragazzi tra i 13 e i 16 anni, previsto il 24 aprile, e poi l’incontro con il volontariato (4 settembre), quello con gli ammalati (12 giugno) e quello con i sacerdoti (3 giugno). Il Vaticano ha poi espresso il desiderio di organizzare un evento che permetta ai detenuti di partecipare a una funzione nella basilica di San Pietro mentre sono in corso gli incontri con le istituzioni italiane per pianificare la sicurezza. Sicurezza che dovrà essere garantita anche per scongiurare il rischio attentati. “Abbiamo fiducia anche nella sicurezza che viene dall’alto e che sosterrà chi ci tutela“, ha detto Fisichella. L’alto prelato si è poi detto certo che i romani saranno “pazienti, accoglienti ed entusiasti” nei confronti dei pellegrini. Durante l’Anno Santo verranno poi inviati nelle diocesi i cosiddetti “missionari della misericordia”, sacerdoti che porteranno nelle “periferie del mondo” la facoltà di assolvere dai peccati più gravi, compresi quelli tradizionalmente riservati alla valutazione del Papa. “Potranno perdonare anche l’aborto“, ha affermato Fisichella spiegando che potranno essere perdonati anche i medici, gli operatori sanitari e le altre persone che hanno collaborato a procurare l’interruzione di gravidanza.
