Grecia, raggiunto notte tempo l’accordo per terzo salvataggio, voto finale nel fine settimana. Renzi: “Rottura insensata, si è rischiata la Grexit”
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Con una riunione fiume durata più di 17 ore, i leader europei hanno raggiunto nella notte un accordo per salvare la Grecia e impedirne l’uscita dall’Ue. In cambio di un terzo programma di salvataggio, condotto dal fondo salva-Stati Esm, dal volore di 86 miliardi di euro, l’Eurozona ha chiesto ad Atene di approvare alcune riforme entro mercoledì, tra cui pensioni, Iva, adozione del Codice di Procedura Civile, direttiva sul salvataggio delle banche. Nella stessa giornata l’Eurogruppo si riunirà di nuovo per decidere se valutare positivamente o meno le mosse elleniche. Nel frattempo, i Paesi che devono sottoporre l’accordo ai loro Parlamenti convocheranno i deputati, ed entro la fine della settimana si dovrebbe arrivare al via libera definitivo. Secondo il presidente della Commissione Jean Claude Juncker “non ci sono né vincitori né vinti” e l’accordo non è “né umiliante per i greci, e né gli altri europei perderanno la faccia, è un tipico accordo europeo”. Nella notte il premier Alexis Tsipras aveva accettato tutte le condizioni, dall’anticipo delle riforme al rafforzamento di tutte le misure, incluso il reintegro dei licenziamenti collettivi e il ritorno della Troika ad Atene tranne a quella di creare un fondo dove trasferire asset dello stato a garanzia del debito, in Lussemburgo. “Sono stato deciso nel dire che se vuoi fare un fondo con i beni che vengono dalla Grecia non puoi pensare di metterlo in Lussemburgo perché sarebbe stata un’umiliazione”, ha spiegato in conferenza stampa il premier Matteo Renzi. Il fondo avrà base in Grecia con una dotazione fino a 50 miliardi, andrà ad abbattere il debito e servirà a ricapitalizzare le banche. La BCE ha lasciato ferma la liquidità di emergenza (Ela) alle banche greche a 89 miliardi di euro. “Una rottura sarebbe stata insensata e nella notte si è rischiata la Grexit“, ha sottolineato il primo ministro italiano. “Sulla Grecia è stato approvato il piano A e non c’è nessun bisogno di un piano B”, ha detto la cancelliera tedesca Angela Merkel, che ha invitato il proprio Parlamento a votare sì all’accordo venerdì, mentre Tsipras stesso, che in un momento di tensione stanotte si è tolto la giacca dicendo “prendetevi anche questa”, ha commentato: “Abbiamo lottato duro a Bruxelles, ora lo faremo in Grecia”. Dove le grane per il premier sono appena cominciate: secondo l’ex ministro delle Finanze Yanis Varoufakis, Tsipras “ha accettato il fatto che qualsiasi fosse stata la posizione dei creditori, lui non li avrebbe sfidati”, duro anche verso l’Eurogruppo: “E’ totalmente soggiogato dalla Germania, è un’orchestra diretta dal ministro Schauble”, il titolare delle Finanze tedesco.
