Home restaurant, alla Camera si apre il dibattito della risoluzione Senaldi (Pd): sharing economy chiede nuove norme

in Parlamento


sharing-economyGli home restaurant con Gnammo, l’affitto delle proprie case a turisti con Airbnb, il trasporto nelle città con Uber e i passaggi in auto con Blablacar sono attività molto diffuse in Italia, grazie alla rivoluzione della sharing economy, che chiedono una revisione delle tradizionali regole in materia di concorrenza, mercato, fiscalità, tutela dei lavoratori, dei consumatori e della salute. Ne è convinto il deputato del Partito democratico Angelo Senaldi che in commissione Attività produttive a Montecitorio ha illustrato la sua risoluzione per impegnare il governo a disciplinare l’attività di home restaurant. Questa formula in Italia ha fatturato nel 2014 “7,2 milioni di euro, con 7 mila cuochi attivi sui social, e una tendenza prevista di ulteriore crescita per il 2015 – ha fatto sapere il parlamentare -. L’anno scorso sono stati organizzati in tutto 37mila eventi, la partecipazione è stata di 300mila persone con un incasso medio per serata di 194 euro”. Senaldi ha ricordato la circolare del ministero dello Sviluppo economico con la quale è stato chiarito che sono necessari, come per il settore alimentare, requisiti di onorabilità professionale e la segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) o di richiesta di autorizzazione, qualora si operi in una zona tutelata. Secondo il dem si rischia un “vulnus” nella concorrenza del settore e prima di approvare la risoluzione, oltre ad ascoltare le altre commissioni per gli aspetti di competenza coinvolti, andrebbe svolto un ciclo di audizioni con i soggetti più interessati dall’attività.

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