Il piano di Atene piace ai partner europei, Renzi: l’accordo può essere fatto anche sabato. Stasera il Parlamento greco decide sulle riforme
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La trattativa per evitare che la Grecia esca dall’euro potrebbe essere arrivata a una svolta positiva, anche se la strada per il salvataggio appare ancora lunga. Il piano di riforme da 12 miliardi di euro presentato dal premier ellenico Alexis Tsipras sembra aver incontrato il favore dei partner comunitari e già domani l’Eurogruppo (convocato per le 15) potrebbe decidere per il via libera al terzo piano di aiuti – dopo quelli del 2010 e 2012 – che si dovrebbe aggirare intorno ai 53 miliardi di euro. Proprio il presidente del centro di coordinamento che riunisce i ministri dell’Economia della zona euro Jeroen Dijsselbloem ha definito oggi esaurienti le proposte avanzate dal governo greco. Queste ultime, ha però spiegato il ministro olandese, dovranno ora essere valutate dalla Commissione europea, dalla Banca centrale e dal Fondo monetario internazionale per verificare “se i conti tornano”. In caso di valutazione positiva, domani potrebbe essere il giorno decisivo per il salvataggio di Atene. Ottimista il presidente del Consiglio Matteo Renzi che, a margine dell’incontro di questa mattina con il primo ministro irlandese Enda Kenny, ha dichiarato: “L’accordo sulla Grecia può essere fatto anche nella giornata di sabato“. Il nodo da sciogliere resta ora il voto del Parlamento greco che questa sera si riunirà per decidere se accogliere le riforme e dare o meno a Tsipras il mandato per chiudere il negoziato con i creditori a Bruxelles. Tra le altre cose il piano elaborato dal governo ellenico stabilisce l’aumento dell’Iva per i ristoranti e delle imposte societarie dal 26 al 28% oltre che l’incremento della fiscalità per gli armatori e il rilancio delle privatizzazioni di porti e aeroporti regionali. Previsto inoltre il taglio progressivo delle baby pensioni e l’innalzamento a 67 anni dell’età pensionabile entro il 2022.
