Immigrazione, Renzi: “Globalizzazione non è pretesto per rinchiudersi”. Maroni: “Se necessario si spari”
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“Non si può pensare che la globalizzazione sia il pretesto per rinchiudersi. Nel mondo di oggi ci sono tanti che abbaiano alla luna, vivono sulle paure e pensano che l’unica dimensione sia chiudersi a chiave in casa. Non è così”. Ne è convinto il premier Matteo Renzi che è intervenuto stamattina presso la Regione Lombardia con il governatore Roberto Maroni, in occasione della VII conferenza Italia-America latina e Caraibi. “La paura c’è e deriva da fatti concreti, non da chiacchiere: il governo deve intervenire e non so che cosa aspetta”, gli ha fatto subito eco il presidente lombardo, in riferimento al macchinista aggredito ieri sera a Milano con un machete da due salvadoregni di 20 anni (arrestati oggi) e ai casi di scabbia e malaria riscontrati fra gli immigrati alla Stazione Centrale del capoluogo lombardo. Parlando ancora dell’aggressione al capotreno, Maroni ha poi rincarato la dose chiedendo di mettere i militari e la polizia per contrastare questi fenomeni. “I militari dovranno avere le armi cariche – ha dichiarato il governatore – se è necessario sparare, spari“. Sull’argomento è intervenuto anche il cardinal Angelo Bagnasco, presidente della Cei, oggi in visita alla Sindone di Torino: “Sicurezza e legalità devono convivere con l’accoglienza verso le persone disperate, sono un dovere preciso – ha detto al termine della visita – ma non può essere chiusura verso chi è disperato”.
