Intercettazioni Renzi-Adinolfi, Boschi: “Grave che siano state pubblicate”
in Parlamento, Politica
“Quello che è grave è che intercettazioni senza alcuna rilevanza penale siano finite a un giornale e purtroppo non è la prima volta, speriamo sia l’ultima”. Lo ha detto oggi il ministro per i Rapporti con il Parlamento Maria Elena Boschi al question time che si è svolto a Montecitorio in merito alla diffusione, da parte del Fatto Quotidiano, delle intercettazioni tra il premier Matteo Renzi e il generale della Guardia di Finanza Michele Adinolfi mentre a gennaio del 2014 discutevano del futuro del governo Letta. “Sono in atto verifiche, per accertare eventuali responsabilità, il ministro della Giustizia ha disposto i primi accertamenti e il procuratore generale di Cassazione ha aperto un fascicolo”, ha annunciato la Boschi. “Il governo risponde su fatti, per rispetto delle istituzioni e non su ipotesi o illazioni”, ha sottolineato il ministro”. “Nella telefonata tra Adinolfi e Renzi – ha aggiunto il membro dell’esecutivo – non si fa riferimento mai a possibili sostituzioni o promozioni nella Guardia di Finanza né a possibili ricatti nei confronti dell’allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano”. Secondo la Boschi, l’ipotesi del rimpastino, ovvero il cambio di qualche ministro del governo Letta, o del rimpastone, ovvero un cambio di più ministri, non è “nulla di più o meno di quello che si poteva leggere su tutti i giornali”. “Nessuna ipotesi invece viene fatta di un cambio dell’allora presidente del Consiglio”, ha specificato la titolare delle Riforme.
