Jobs act: a marzo il saldo positivo sui nuovi contratti sale a 92mila unità
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A marzo 2015 sono stati attivati complessivamente 641.572 nuovi contratti di lavoro a fronte di 549.273 cessazioni, con un saldo attivo di 92.299 unità. Sono i dati forniti oggi dal ministero del Lavoro che vanno letti non solo in relazione agli incentivi per le assunzioni a tempo indeterminato introdotti con la legge di stabilità 2015, ma anche al fatto che a partire da marzo scorso le aziende possono assumere con il nuovo contratto a tutele crescenti (uno dei primi decreti attuativi del cosiddetto Jobs act che introduce l’indennizzo al posto del reintegro come regola generale in caso di licenziamento illegittimo). Per quanto riguarda i contratti a tempo indeterminato, fanno sapere dal dicastero via Veneto, quelli attivati hanno raggiunto quota 162.498 (quasi 54mila in più su marzo 2014) a fronte dei 131.128 interrotti. Il saldo positivo, in questo caso, è quindi di oltre 31mila unità. Rimanendo in tema di contratti a tempo indeterminato, a marzo 2015 i rapporti di lavoro con scadenza trasformati in fissi sono stati 40.034, quasi il doppio rispetto ai 22.116 dello stesso mese del 2014. A fronte di questi incrementi scendono invece le attivazioni a tempo determinato (da 395mila a 381.234), i contratti di apprendistato (da 21.037 a 16.844) e le collaborazioni (da 48.491 a 36.460), tutte tipologie ora meno convenienti sotto il profilo della contribuzione. Sui dati forniti dal ministero guidato da Giuliano Poletti si è espresso oggi anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella che dalla Croazia – dove si trova in visita ufficiale – li ha definiti “confortanti”. “Naturalmente sono dati ancora iniziali e bisogna prenderli con cautela, però sono dati che incoraggiano la fiducia, cosa essenziale“, ha commentato. Di diverso avviso la segretaria generale della Cgil Susanna Camusso che ha liquidato i numeri comunicati dal ministero con una battuta: “Ma di quali dati stiamo parlando, quelli dell’ufficio stampa propaganda?“.
