La politica nel libro paga di mafia Capitale: 44 nuovi arresti. Renzi: “Chi ruba paga e va in galera”
in PoliticaNuovo capitolo dell’inchiesta Mondo di mezzo, su Mafia Capitale: stamattina sono stati disposti 44 provvedimenti restrittivi (19 arresti e 25 domiciliari) in Sicilia, Lazio e Abruzzo per associazione a delinquere, corruzione, turbativa d’asta, false fatturazioni ed altri reati, mentre sono ancora 21 gli indagati a piede libero. Personaggi della politica con ruoli di raccordo tra l’organizzazione e le istituzioni, coinvolti nel giro d’affari sporco che si arricchiva su tutto, dall’assistenza ai profughi all’emergenza neve, alla raccolta dei rifiuti, convinti che – come si legge in un’intercettazione – “la mucca deve mangiare per essere munta“. Tra gli arrestati – politici di destra e di sinistra al Campidoglio e alla Regione Lazio – spiccano i nomi dell’ex presidente del Consiglio comunale di Roma, il dem Mirko Coratti e quello di Luca Gramazio (prima capogruppo Pdl al Consiglio di Roma e in seguito capogruppo Pdl, poi Forza Italia, presso il Consiglio Regionale del Lazio, figlio di Domenico Gramazio, a lungo parlamentare del Msi, poi di An e del Pdl), accusato di partecipazione all’associazione mafiosa capeggiata da Massimo Carminati. Infine è stato messo agli arresti domiciliari il costruttore Daniele Pulcini. “I consiglieri comunali devono stare ai nostri ordini” diceva Salvatore Buzzi, presidente della “cooperativa 29 giugno”, detenuto a Nuoro dallo scorso dicembre in quanto ritenuto uno dei capi dell’associazione di stampo mafioso assieme all’ex Nar Carminati. Intanto le perquisizioni hanno coinvolto anche la cooperativa “La Cascina”, vicina al mondo cattolico che gestisce tra l’altro il Cara (Centro Accoglienza per Richiedenti Asilo) di Mineo, in Sicilia. I manager della cooperativa, arrestati oggi, erano “partecipi degli accordi corruttivi con Luca Odevaine” (vice capo di gabinetto dell’ex sindaco di Roma Walter Veltroni) e hanno commesso “plurimi episodi di corruzione e turbativa d’asta” dal 2011 al 2014, mostrando così una “spiccata attitudine a delinquere” per ottenere vantaggi economici. Le ultime ordinanze scaturiscono dalla prosecuzione delle indagini avviate nel 2012 dal Ros e dalla procura di Roma che il 2 dicembre scorso avevano consentito di disarticolare l’organizzazione mafiosa capeggiata da Massimo Carminati. In quella occasione vennero arrestate 37 persone. “Dimissioni? Continuiamo in questo modo. Stiamo cambiando tutto”, ha risposto il sindaco di Roma Ignazio Marino. “La politica nel passato ha dato un cattivo esempio ma oggi sia in Campidoglio che in alcune aree come Ostia abbiamo persone perbene che vogliono ridare la qualità di vita e tutti i diritti e la dignità che la Capitale merita”, ha aggiunto il primo cittadino. “Un Paese solido è quello che combatte la corruzione – ha commentato il premier Matteo Renzi – come sta avvenendo in Italia con decisione e forza, mandando chi ruba in galera, perché è giusto che chi ha violato le regole paghi tutto e fino all’ultimo giorno“.

