Nota aggiornamento DEF, via libera dal Parlamento a rinvio pareggio di bilancio nel 2018
in Parlamento
Le Aule di Camera e Senato hanno approvato oggi due risoluzioni sulla nota di aggiornamento del documento di economia e finanza (DEF) per il 2015 presentata dal governo, che rivede al rialzo le stime di crescita per quest’anno (da +0,7% di aprile a +0,9%) e per il 2016 (+1,6% rispetto a +1,4%).
I testi, identici nei due rami del Parlamento, firmati dalla maggioranza (PD, Ap, Scelta civica, Per l’Italia, Autonomie) hanno autorizzato il governo a rinviare il pareggio di bilancio al 2018 con un allungamento di un anno rispetto al DEF 2015 che indicava come data il 2017 e segnalano il percorso di riduzione del rapporto debito pubblico/PIL che quest’anno dovrebbe chiudersi al 132,8 per cento. Senatori e deputati hanno inoltre autorizzato il governo a utilizzare le clausole di flessibilità rese disponibili dal Patto di Stabilità e Crescita per rilanciare la domanda aggregata e la competitività; e il cosiddetto “sconto migranti”, pari allo 0,2% del Pil qualora la Ue riconoscesse i costi relativi all’accoglienza. L’esecutivo, si legge nelle mozioni, dovrà poi sostenere la domanda interna e il sistema produttivo, a partire dalla legge di stabilità per il 2016, neutralizzare l’entrata in vigore degli aumenti di imposta previsti dalle clausole di salvaguardia; prolungare oltre il 2015 le misure di sgravio contributivo per nuovi contratti di lavoro a tempo indeterminato e ad agire a favore degli esodati; promuovere interventi in materia previdenziale e sostenere famiglie e imprese attraverso l’eliminazione dell’imposizione fiscale sulla prima casa, la cancellazione dell’IMU sui terreni agricoli e sui macchinari cosiddetti “imbullonati” e la progressiva riduzione dell’imposizione sugli utili. Secondo la maggioranza bisogna inoltre prorogare ulteriormente le agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni e l’efficientamento energetico; incentivare gli investimenti privati e promuovere misure sulle partite IVA. L’esecutivo deve inoltre proseguire il programma dei pagamenti dei debiti della PA e riflettere su un riassetto organico del sistema di finanza locale con il progressivo superamento del Patto di stabilità interno.
