Omicidio Biagi: nuova prescrizione per Scajola e De Gennaro. Il legale della famiglia: faranno i conti con la coscienza

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scajola_degennaroIl Tribunale dei ministri di Bologna ha dichiarato l’estinzione per prescrizione delle accuse nei confronti dellex ministro dell’Interno Claudio Scajola e dell’ex capo della Polizia Gianni de Gennaro per la mancata scorta a Marco Biagi, il giuslavorista estensore del Libro bianco sulla riforma del mercato del lavoro ucciso dalle Brigate Rosse nel 2002 sotto la sua abitazione nel centro del capoluogo emiliano. All’epoca dei fatti Scajola e De Gennaro erano a capo del Viminale e della Polizia di Stato e finirono nel registro degli indagati con l’accusa di cooperazione colposa in omidicido colposo, reato che è stato dichiarato prescritto dal 2009. La seconda dichiarazione di prescrizione arrivata oggi conclude di fatto anche l’inchiesta-bis che aveva preso le mosse dalla trasmissione a Bologna di nuovi documenti (in particolare gli appunti di Luciano Zocchi, ex segretario del ministro), in base ai quali, secondo i giudici, Scajola e De Gennaro avevano posto in essere omissioni “in violazione dei doveri su di loro incombenti per le pubbliche funzioni rispettivamente svolte”. Laconico il commento del legale della famiglia Biagi che, intervistato dall’Ansa, ha dichiarato: “La prescrizione consentirà agli indagati di non confrontarsi con la giustizia e con la realtà dei fatti, mi limito a fare mia la considerazione della famiglia Biagi: per citare Jung, agli stessi soggetti coinvolti resta il doloroso e sofferente confrontarsi con le proprie coscienze“. Secondo gli avvocati di Scajola e De Gennaro, invece, l’intero processo era nato morto. “Essendo indagati e non imputati i nostri due assistiti non potevano scegliere di avvalersi o rinunciare alla prescrizione hanno dichiarato i legali che avevano illustrato questo problema al Tribunale dei ministri con una memoria depositata il 24 aprile scorso. “Il processo è finito come non poteva non finire, resta l’amarezza per non aver avuto la possibilità di difendersi in un processo” hanno aggiunto.

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