Presentata l’enciclica Laudato si’: Papa Francesco lancia l’appello per “nostra sorella Terra” e gli ultimi del pianeta
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“Che tipo di mondo desideriamo trasmettere a coloro che verranno dopo di noi, ai bambini che stanno crescendo?“. Questa la domanda su cui si fonda l’enciclica Laudato si’ firmata da Papa Francesco e presentata oggi in Vaticano. Si tratta della prima lettera pastorale a firma del Pontefice, la Lumen Fidei del 2013 era stata scritta insieme a Benedetto XVI che al momento delle dimissioni l’aveva quasi completata. Nel documento di 192 pagine il successore di Pietro si ispira al Santo di Assisi da cui ha preso il nome e parla della Terra come di una sorella che “protesta per il male che le provochiamo, a causa dell’uso irresponsabile e dell’abuso dei beni che Dio ha posto in lei“. Bergoglio chiede quindi di “proteggere la casa comune” e contemporaneamente di cambiare modello di sviluppo biasimando il fatto che i popoli abbiamo “pagato il prezzo del salvataggio delle banche”. L’enciclica, pubblicata prima della Conferenza sul clima che si terrà a Parigi dal 30 novembre all’11 dicembre di quest’anno, propone un’ecologia “integrale” che “comprenda chiaramente le dimensioni umane e sociali, inscindibilmente legate con la questione ambientale”. Il documento, come ha spiegato il direttore della Sala Stampa della Santa Sede padre Federico Lombardi, è stato “elaborato dal Papa personalmente ma non in solitudine“. Dalle conferenze episcopali di tutto il mondo sono arrivati via mail contributi che il Pontefice ha preso in considerazione. Citando uno di questi suggerimenti, arrivato dai vescovi della Nuova Zelanda, Bergoglio lancia nell’enciclica un’altra domanda: “Cosa significa il comandamento non uccidere quando un venti per cento della popolazione mondiale consuma risorse in misura tale da rubare alle nazioni povere e alle future generazioni ciò di cui hanno bisogno per sopravvivere?“.
