Renzi a Melfi, Bari e Olbia: “Basta lamentarsi e piangersi addosso”, “bisogna avere il coraggio di cambiare”

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renzi melfi

“Per difendere il lavoro non si va ai talk show il martedì sera a fare grandi slogan ideologici, per difendere il lavoro si creano le fabbriche“. Così il presidente del Consiglio, Matteo Renzi durante la sua visita allo stabilimento Fiat-Chrysler (FCA) di Melfi, accompagnato dall’ad Sergio Marchionne, dal presidente John Elkann,  dal ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio e dal consigliere economico Andrea Guerra. “Possiamo prenderci tutte le polemiche del mondo – ha aggiunto, parlando agli operai – ma noi andremo avanti, insieme a chi crede nell’Italia, perché finalmente il lavoro torni ad essere un diritto”. “Noi siamo abituati a parlare di lavoro in termini statistici con i numeri ed è una cosa brutta, oggi abbiamo visto i volti, gli occhi e le storie di donne e di uomini che hanno avuto anche coraggio. Anche grazie al jobs act, i vostri contratti di lavoro saranno sempre più solidi e stabili”, ha aggiunto. Renzi ha parlato anche del futuro dello stabilimento di Cassino: “Aspettiamo buone notizie” e poi ha detto “non vedo l’ora di potermi comprare un’Alfa Romeo“. Immediata la replica del segretario generale della Cgil, Susanna Camusso: “Non è certo la prima volta che il presidente del Consiglio va a visitare la Fiat e dimostra amicizia all’amministratore di Fca”. La presenza di Renzi da Marchionne è “un segnale molto negativo”, visti “i rapporti tra Fiat e Confindustria“, nel giorno dell’Assemblea generale dell’associazione delle imprese italiane. In mattinata il premier è stato anche a Bari, ma non ha incontrato il candidato Pd per la regione Michele Emiliano, mentre nel pomeriggio si è spostato in Sardegna, ad Olbia. “Basta – ha detto inaugurando un ospedale – lamentarsi e piangersi addosso. La globalizzazione deve essere una grande opportunità per Italia, ma bisogna avere il coraggio di cambiare. Da qui al 2020 ci saranno 800 milioni nuovi consumatori nel mondo, che vogliono prodotti belli, di qualità, che chiedono di più all’Italia, che era deve scegliere da parte stare e diventare un paese capace attrarre capitale, non finanziario, ma umano”.

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