Reverse charge: Confindustria denuncia misura a Commissione Ue

in Economia


logo_confindustriaConfindustria ha presentato una denuncia alla Commissione europea contro il cosiddetto reverse charge, norma prevista dalla legge di stabilità per il 2015 che prevede, nell’ambito della cessione di un bene o di un servizio, il versamento dell’Iva allo Stato direttamente da parte del fornitore. La misura, non ancora operativa e al vaglio degli organi comunitari per l’eventuale autorizzazione, preoccupa soprattutto per l’impatto che potrà avere sulla grande distribuzione (supermercati, ipermercati e discount alimentari) in considerazione della grande mole di crediti Iva che matureranno. Il reverse charge (inversione contabile) ha l’obiettivo di evitare che chi fornisce un bene o un servizio incassi dal cliente finale l’importo del suo prodotto o servizio comprensivo di Iva, non versando però il dovuto allo Stato e quindi maturando un guadagno supplementare via evasione. Nel sistema invertito, sarà quindi il fornitore a chiedere il rimborso in forma di credito d’imposta, con una controindicazione: i tempi d’attesa e la scarsità di liquidità. Motivo per cui i detrattori di questo meccanismo, in particolare nel settore della grande distribuzione, hanno parlato di un prestito forzoso verso lo Stato.

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