Salvaguardia vino Made in Italy, senatrice Casaletto (Misto) interroga ministro dell’Agricoltura Martina

in Parlamento, Politica


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Dall’inizio della crisi economica e fino al 2014, l’importazione di vino straniero in Italia è aumentata del 46% raggiungendo lo sorso anno la quota record di 278 milioni di kg. Una complessa normativa doganale impedisce inoltre di avere accesso a informazioni sulla destinazione di queste enormi quantità di prodotto. Queste le considerazioni su cui si basa l’interrogazione che la senatrice del gruppo Misto Monica Casaletto ha indirizzato al ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina. L’ex parlamentare del Movimento 5 Stelle passata ora al gruppo misto, sottolinea come la mole di vino estero sbarcata in Italia nel 2014 avesse provenienza prevalentemente spagnola (154 milioni di kg), con una parte non da poco targata USA (47 milioni di kg), e come la quasi totalità di questo vino sia arrivata in forma sfusa e in recipienti superiori ai 2 litri. È necessario – scrive la senatrice – fare luce sulla destinazione di queste “produzioni a chilometro illimitato”, anche perché la mancanza di piena tracciabilità del vino imbottigliato in Italia oltre ad ingannare i consumatori reca danni ai produttori nazionali. Per questi motivi, Casaletto suggerisce di rendere pubblici i nomi delle aziende che importano vino sfusotogliendo il segreto di Stato sui flussi commerciali delle materie prime provenienti dall’estero” e, di conseguenza, salvaguardare e valorizzare il Made in Italy. Rivolgendosi direttamente al titolare del Mipaaf, la senatrice chiede quindi di sapere quali strategie voglia adottare per salvaguardare le produzioni nostrane fermando il “segreto sui flussi commerciali ed evitando che il vino importato venga etichettato da aziende italiane come Made in Italy“.

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