Senato, via libera al ddl anticorruzione. Pd: “Lo Stato si è indebolito negli anni”
in Parlamento, Politica
Con 165 voti favorevoli, 74 contrari e 13 astenuti, l’Assemblea di palazzo Madama ha approvato in prima lettura il ddl contro la corruzione, depositato all’inizio della legislatura dal presidente del Senato, Pietro Grasso. Il testo passerà ora all’esame della Camera. La prima parte del provvedimento inasprisce le pene principali e accessorie per i reati contro la pubblica amministrazione (corruzione, indebita induzione, peculato). La seconda riguarda i delitti di falsa comunicazione sociale e la commissione Giustizia in sede referente ha modificato alcuni articoli del codice civile, distinguendo le false comunicazioni sociali delle società quotate da fatti di lieve entità, che tengono conto della natura e delle dimensioni delle società, e prevedendo la non punibilità per fatti di particolare tenuità. Oggi, in particolare, l’Aula ha approvato l’articolo 8 che punisce con la reclusione da uno a cinque anni per il reato di falso in bilancio. Contrari al provvedimento, i senatori del Movimento 5 Stelle hanno definito il testo “un compromesso al ribasso” e “un’occasione perduta”. Forza Italia ha spiegato come il testo sia “anticostituzionale” e “non tenga conto dell’evoluzione dei fenomeni corruttivi”. Sulla stessa linea la Lega Nord che ha ritenuto che gli inasprimenti di pena siano condivisibili ma “insufficienti”. Il Partito democratico ha ricordato come negli ultimi anni lo Stato si sia “indebolito” e ha posto l’accento sull’importanza delle misure introdotte con il ddl. I dem hanno sottolineato infine l’impegno del governo di approvare il codice degli appalti e istituire una commissione d’inchiesta per rispondere in modo efficace al fenomeno.
