Stepchild adoption, ministro Lorenzin: no a eterologa e madri surrogate, è “ultraprostituzione”. Apriamo dibattito con donne in Parlamento

in Varie


MinistroBeatriceLorenzinNon twittava da un po’, il ministro della Salute Beatrice Lorenzin. Ma oggi pomeriggio con un cinguettio ha condiviso una pagina del suo blog e lanciato un appello a tutte le donne in Parlamento affinché “non si confondano” le unioni civili con la stepchild adoption. “L’incubo peggiore per una donna – dice il ministro e neomamma – è vedersi strappare il figlio appena partorito”. L’utero in affitto altro non è che l’espressione moderna della donna ancora schiava, “costretta a cedere ai padroni i propri neonati per non vederli mai più”. L’accorato appello di Lorenzin guarda soprattutto ai più piccoli, che sarebbero vittime di “una compravendita vera e propria, con tanto di contratti vessatori nei confronti delle madri surrogate”, con “neonati che vengono pure rifiutati se difettosi da chi li ha commissionati”. Per il ministro si tratta di “frantumazione di ogni etica” e “ultraprostituzione“. Da qui la richiesta a tutte le donne in Parlamento ad aprire una discussione sull’adozione da parte delle coppie dello stesso sesso del ddl Cirinnà, che si traduce automaticamente nella legittimazione dell’utero in affitto e dell’eterologa. “Tutto questo non ha nulla a che fare con il riconoscimento, giusto per me, delle unioni civili e del rispetto per le coppie omosessuali“.

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