Attacchi terroristici, black out e allarmi bomba: la Turchia sotto assedio
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In vista delle elezioni politiche del prossimo 6 giugno – che saranno fondamentali per le mire di potere assoluto del presidente Recep Tayyip Erdogan – il clima in Turchia si fa sempre più incandescente. Ieri due terroristi di estrema sinistra del gruppo Dhkp-C hanno rapito un giudice all’interno del palazzo di Giustizia e nel blitz delle Forze speciali sono rimasti uccisi sia i sequestratori che il magistrato. Oggi un nuovo allarme ha scosso Istanbul. Un uomo armato ha fatto irruzione in una sede dell’Akp, il partito islamico del presidente, e dopo aver chiesto a tutti i presenti di lasciare l’edificio ha esposto una bandiera turca sulla quale è stata aggiunta una spada. Nessuna indicazione al momento sulle motivazioni dell’azione dimostrativa che si è conclusa con l’arresto dell’uomo da parte delle Forze speciali. Poche ore dopo l’assalto alla sede del partito, una donna kamikaze, che trasportava una bomba, è stata uccisa in un attacco contro la questura di Istanbul, mentre un secondo assalitore, forse ferito, è riuscito a fuggire. Sempre oggi, nell’ambito dell’inchiesta sul magistrato sequestrato, la polizia ha arrestato ad Antalya 22 attivisti ritenuti vicini al Dhkp-C. Tutte vicende che fanno seguito al black out che ha paralizzato ben 44 città turche e che, in base a quanto dichiarato dal primo ministro Ahmet Davutoglu, è stato opera di hackers. La situazione di allarme non risparmia i voli in partenza dal Paese. Per la terza volta in una settimana oggi un aereo della Turkish Airlines – la compagnia di bandiera – è stato fatto tornare all’aeroporto Ataturk di Istanbul per un’allerta bomba.
