Tra etica e responsabilità, l’economia digitale coinvolge politica, aziende, Chiesa e scuole

in Approfondimenti, Economia


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Tre parole: equità, etica e ridistribuzione nell’era dell’economia digitale. E il risultato è un impegno in termini di responsabilità della politica, delle aziende e del sistema Paese. Questa la sintesi dell’incontro di oggi pomeriggio alla Camera organizzato dal presidente della commissione Bilancio, Francesco Boccia (Pd) con gli interventi di S.E. Mons. Nunzio Galantino, Segretario Generale CEI, Diego Ciulli, Responsabili Public Policy di Google Italia, Raffaello Sernicola di Cisco e Raffaele Barberio, Direttore di Key4biz.

Il dem, che da anni ormai si occupa di big data per il Pd, ha spiegato che nel nostro Paese sono 18 mln gli italiani che acquistano online, quelli abituali (che comprano almeno una volta al mese via internet) sono circa 11 milioni. Parallelamente a questi dati però ci sono ancora 10 mln di persone che non hanno mai avuto un conto corrente in banca né alla posta. Si aggiunga inoltre che “la stima per il 2016 del valore dell’e-commerce in Italia raggiunge i 17 miliardi e continua a crescere” ha detto Boccia che però ha precisato: “a fronte di queste cifre, la base imponibile erosa si attesta intorno ai 30 miliardi“, denari che in pratica “sfuggono al fisco italiano”. Il presidente della commissione Bilancio ritornando per qualche minuto sulla manovra per il prossimo anno, ora all’esame del Senato, ha voluto precisare come il cosiddetto “emendamento Airbnb” presentato e poi bocciato al ddl voleva solo regolare gli affitti di breve durata.

“Senza parlare di Chiesa e Religione”, Mons. Galantino ha ragionato sul legame tra etica e morale “che esiste anche nell’era digitale” e che è un richiamo alla responsabilità per tutti. “Lo sapete che 61 persone in tutto il mondo hanno gli stessi beni di circa 3,5 mld di persone?” ha chiesto alla platea. Ecco perché il tema della ridistribuzione diventa chiave, interpella la politica ma non solo. In questo contesto il digitale “può aiutarci a prendere consapevolezza delle disparità che esistono nel mondo” ha affermato Galantino, ma poi “bisogna dare una sterzata positiva“. E questo è un compito a cui è chiamata la politica in primis, ma anche il mondo dell’educazione e naturalmente la Chiesa: “Se il livello dell’etica è basso è perché quello della cultura è basso” ha concluso.

Sull’impatto delle tecnologie nel mondo di oggi ragionano quotidianamente i grandi colossi del web, come ad esempio Google: “il compito di una azienda è anche quello di contribuire a comprendere i fenomeni di innovazione e aiutare i Paesi a liberare tutto il loro potenziale” ha detto Ciulli. L’Italia ad esempio, in questo senso utilizza solo il 10% del proprio potenziale digitale. Se, in un mondo fittizio, gli scienziati si fermassero e non inventassero più niente “il nostro Paese avrebbe ancora un 90% di cambiamento davanti”. Per questo bisogna cogliere le opportunità di questa era. La ridistribuzione è compito delle istituzioni, ma per farlo serve sviluppo economico che coinvolge direttamente le aziende.

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